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pubblicato il 30/gen/2014 08:39

Legge elettorale: oggi in aula, tra ''mal di pancia'' Pd e bagarre M5S

Legge elettorale: oggi in aula, tra ''mal di pancia'' Pd e bagarre M5S

(ASCA) - Roma, 30 gen 2014 - La nuova legge elettorale arriva oggi pomeriggio in aula alla Camera blindata da un ulteriore accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. I mal di pancia all'interno di Partito democratico e di Forza Italia non sono certo scomparsi ma fra i critici al nuovo modello elettorale (e soprattutto al fatto che la presentazione di un testo di legge sia stata possibile grazie all'alleanza tra il Pd e il suo nemico di sempre, Silvio Berlusconi) sono sempre piu' presenti i rischi - a partire da elezioni politiche anticipate con il vecchio sistema totalmente al buio e portatrici di assoluta instabilita' - che deriverebbero dal far saltare il tavolo. D'altronde sia il ''caimano nero' che il ''caimano rosso' (per usare termini cari a Pasqualino Laureto, decano della stampa parlamentare ed autore della Velina Rossa) hanno chiaramente avvertito le proprie formazioni che se al passaggio in aula il testo della nuova legge elettorale dovesse essere stravolto le conseguenze sarebbero imprevedibili. E' quindi per questo, per sterilizzare il piu' possibile le aree di dissenso, che Renzi e Berlusconi hanno ceduto qualcosa rispetto alle posizioni iniziali. In questa chiave possono essere letti (per Renzi) l'innalzamento ''solo' al 37% della soglia per accedere al premio di maggioranza e non al 38 come inizialmente previsto e la rinuncia (per Berlusconi) a mezzo punto percentuale della soglia d'ingresso per i piccoli partiti, portando a casa pero' il cosiddetto ''salva Lega'. Soprattutto in casa Pd il travaglio non sembra essere passato. Una insofferenza, quella della minoranza del partito per la nuova legge, che sembra essere tanto piu' forte quanto piu' Renzi dimostra la sua ferma determinazione ad andare avanti '''rapidissimamente'' (come detto ieri). Ma nello stesso tempo consapevole della delicatezza del tema. Tanto da esprimere ieri sera, nel corso della riunione della commissione Affari costituzionali della Camera, un cauto apprezzamento per i piccoli passi avanti fatti, auspicando - come fa Rosy Bindi - di poterne fare altri in aula. E' comunque un fatto che sia Renzi che Berlusconi - che fanno a gara ad intestarsi il merito di aver portato il Paese, dopo vent'anni, ad avere una nuova legge elettorale - vadano avanti come un treno. E che la minoranza Pd non abbia portato a casa molto delle sue proposte. Tranne il 37% non c'e' nessun superamento delle liste bloccate ne' si parla di primarie facoltative per legge. Ancora, nessun abbassamento delle soglie per i partiti in coalizione o singoli. In compenso, e' una delle critiche che arriva al sindaco di Firenze, e' stata introdotta la norma ''salva Lega' che fa ritenere a molti Pd come la riforma elettorale sia sbilanciata a favore di Berlusconi. In ogni caso i tempi della trattativa e delle ulteriori modifiche sembrano essere conclusi, anche se una parte della minoranza del Pd ('''La minoranza della minoranza'', per dirla con Orfini) ancora non esclude di poter costringere il segretario a nuovi cambiamenti. Ma per Renzi la partita e' chiusa: ''Ho trattato fino alla fine - ha detto ieri sera al Tg1 - ora sarebbe il colmo se chi non ha fatto nulla per 20 anni, si nascondesse ora dietro al voto segreto per affossare la legge elettorale''. Il passaggio in aula della legge non avra' pero' come (eventuale) ostacolo - per altro politico - solo la minoranza del Pd. Dopo le violente contestazioni arrivate ieri dal Movimento 5 Stelle alla decisione della presidente di Montecitorio Laura Boldrini di applicare la ''ghigliottina' al dibattito sul decreto Imu-Bankitalia ci si attendono oggi nell'emiciclo bagarre, disordini anche sulla legge elettorale. L'anticipo si e' avuto ieri sera con l'occupazione della commissione Affari costituzionali da parte dei Cinque stelle, con il chiaro obiettivo di non far esaminare il provvedimento e gli emendamenti presentati. Una protesta che dovrebbe proseguire anche questa mattina, quando la commissione si riunira' nuovamente per stabilire come andare avanti sia nella commissione stessa che in aula. ''Non siamo nelle condizioni di discutere una legge elettorale. Domattina alle 8 ci riuniremo e valuteremo come muoverci'', hanno detto ieri esponenti grillini. Ma l'orientamento emerso sempre ieri sera e' che la legge elettorale andra' in aula senza che la commissione abbia votato alcun emendamento. L'ufficio di presidenza dell'organismo parlamentare ha infatti convocato per questa mattina alle 10.30 una seduta per votare il testo base senza modifiche e dare mandato al relatore per l'aula, dove l'approdo della legge e' in programma nel pomeriggio. Sel, Lega, Movimento 5 Stelle e Popolari per l'Italia hanno annunciato ieri sera, in ufficio di presidenza della commissione, che voteranno contro il testo base della riforma elettorale e per l'approdo diretto in aula. Scelta Civica, invece, ha annunciato che si asterra' mentre Pd, Forza Italia e Ncd hanno annunciato il loro voto favorevole a che il testo dell'Italicum vada direttamente in aula con il solo mandato del relatore. fdv/mau

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