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pubblicato il 04/mar/2014 19:59

Legge elettorale: nuovo accordo Pd-FI, si fara' solo per la Camera

Legge elettorale: nuovo accordo Pd-FI, si fara' solo per la Camera

(ASCA) - Roma, 4 mar - ''Novazione'' e' il termine usato in diritto per indicare l'accordo successivo alla stipulazione di un contratto per modificare con il consenso delle parti il contratto in questione. E' grosso modo quello che e' avvenuto oggi in tema di riforma elettorale. Un nuovo accordo e' stato raggiunto per modificare il cosiddetto Italicum: modificarlo non nei suoi contenuti di soglie e premi, ma per limitare la sua efficacia alla sola Camera dei deputati. In sostanza si e' data forma ad una assicurazione sulla vita dell'attuale Parlamento (e dei parlamentari) almeno fino all'approvazione della riforma costituzionale del Senato che mettera' fine al bicameralismo perfetto con la nascita di una camera di rappresentanza territoriale sul modello del tedesco Bundestag. Le stime dell'accordo sono di un anno di tempo per permettere la duplice lettura dei due rami del parlamento come previsto dall'art.138 della Costituzione. Sempre che non si debba andare ad un referendum popolare confermativo che deve essere chiesto entro tre mesi dalla pubblicazione della riforma da un quinto dei membri di una Camera o da 500mila elettori o da cinque consigli regionali. Non si da' luogo a referendum se nella seconda votazione di ciascuna Camera la legge e' approvata con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti. Procedura analoga e' da prevedere anche per la revisione del Titolo V della Costituzione che regola i rapporti tra Stato e Regioni. Come si vede c'e' abbondanza di materia per superare l'anno di cui ha parlato Berlusconi per andare a nuove elezioni politiche, se si vuole veramente completare il trittico di riforme indicate da Renzi, quella elettorale, il Senato delle Regioni e il Titolo V. Eppure proprio Berlusconi oggi ha dato la notizia con un comunicato del via libera al nuovo accordo che si sostanzia nell'accettazione dell'emendamento Lauricella, D'Attorre e altri che semplicemente sopprime l'articolo 2 della proposta di legge che detta le norme per la riforma elettorale del Senato. In questo modo in piedi resta solo l'articolo 1 che contiene la riforma elettorale per la Camera. ''Prendiamo atto con grave disappunto -afferma Berlusconi nel comunicato al termine di una lunga riunione a Palazzo Grazioli con lo stato maggiore di Fi- della difficolta' del Presidente del Consiglio di garantire il sostegno della sua maggioranza agli accordi pubblicamente realizzati. Come ulteriore atto di collaborazione, nell'interesse del Paese, a un percorso riformatore verso un limpido bipolarismo e un ammodernamento dell'assetto istituzionale, manifestiamo la nostra disponibilita' ad una soluzione ragionevole che, nel disegnare la nuova legge elettorale, ne limiti l'efficacia alla sola Camera dei Deputati, accettando lo spirito dell'emendamento 2.3''. ''Per il resto -aggiunge Beerlusconi- confermiamo integralmente l'accordo pubblicamente realizzato, senza alcun 'patto segreto' come maliziosamente insinuato da alcuni organi di stampa. Ribadiamo dunque piena collaborazione su questo piano e una chiara opposizione sui temi economici e sociali, e su tutto quanto, a partire dalla necessaria riduzione della pressione fiscale e del peso dello Stato, ci rende naturalmente alternativi alla sinistra''. Conferma dell'Ok sulla nuova intesa e' venuta da Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria nazionale Pd che ha commentato: '''Positivo che abbiamo trovato l'accordo sulla legge elettorale, segno che il cammino delle riforme puo' proseguire. Siamo determinati a portare avanti questa battaglia per il cambiamento. E' un'occasione che non possiamo permetterci di perdere per il bene del Paese''. Successivamente l'imprimatur e' venuto personalmente da Renzi durante una conferenza stampa a Tunisi, dove oggi si e' recato in visita. ''E' un importante passo in avanti -ha detto- quello di oggi, se ho capito bene, sono in corso ancora delle riunioni. Credo sia molto importante arrivare a un modello in cui ci sia un vincitore certo''. ''Il fatto che il Senato abbia o non abbia una norma elettorale nel momento in cui abbiamo deciso di superarlo e' secondario. I cittadini devono sapere che andremo a votare solo per la Camera perche' non voteremo piu' per il Senato. L'assenza di una norma di salvaguardia e' secondaria. Era questo che ci eravamo impegnati a fare, le polemiche di oggi non le capisco, e' stato fatto un passo avanti significativo, spero che venerdi' ci sia l'approvazione senza dilazioni ulteriori''. Emanuele Fiano, capogruppo del Pd nella Commissione Affari Costituzionali ha dichiarato: ''Molto bene l'accordo raggiunto con la maggioranza di governo e con Forza Italia sulla legge elettorale. Con l'approvazione della legge solo per la Camera si salvaguarda il principio di legare questo passaggio con certezza all'abolizione del Senato, senza introdurre dubbi e differimenti sull'entrata in vigore della legge. Questa settimana sono certo che la Camera concludera' il voto sulla legge elettorale e produrra' il primo significativo passo avanti nella stagione delle riforme che il Paese ci chiede''. Soddisfazione nel Ncd che piu' aveva spinto per un collegamento della riforma elettorale a quella costituzionale del Senato: ''Dobbiamo superare il Senato. Quindi -ha commentato Angelino Alfano- legge elettorale solo per la Camera. Noi non siamo delusi da Renzi. Patti chiari, riforme certe''. Lapidario Quagliariello: '''Ha prevalso la ragionevolezza''. Scelta Civica ha sottolineato di avere condiviso fin dall'inizio l'impianto dell'Italicum e che di fronte alla nuova intesa cerchera' di ridurre al minimo gli emendamenti presentati. Tutto questo in una giornata in cui ci sono stati una serie continua di stop and go per quanto riguarda i lavori dell'aula e quello del comitato ristretto dei nove che a questo punto deve proporre all'aula un drastico taglio degli emendamenti. A conclusione della giornata l'interrogativo maggiore riguarda la validita' della scelta di procedere solo con la riforma elettorale per la Camera. Vwero che il Senato cosi' com'e' verra' soppresso, ma finche' non avverra' il sistema elettorale resta un'anatra zoppa, come dicono i costituzionalisti. E per questo dubbio di costituzionalita' ci si chiede anche se la riforma elettorale della sola Camera sara' promulgata da Napolitano. min/mau

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