martedì 17 gennaio | 18:47
pubblicato il 30/gen/2014 13:54

Legge elettorale: Ncd chiede preferenze e norma salvaguardia sistema

(ASCA) - Roma, 30 gen 2014 - ''Oggi a causa di una scelta inaccettabile sul piano giuridico e politico, operata dal presidente della commissione Affari costituzionali Sisto, che ha ceduto alle pressioni del Movimento 5 stelle, comprimendo il diritto delle forze politiche che intendevano motivare il loro voto sul testo base, non c'e' stato possibile esplicitare la nostra dichiarazione di voto. Il presidente Sisto ha reagito alla violenza maltrattando le regole''.

A dichiararlo e' il capogruppo del Nuovo Centrodestra alla Camera, Enrico Costa, e i componenti Ncd in Commissione Affari Costituzionali, Dorina Bianchi e Antonio Leone. ''Avremmo voluto sostenere che sul tema della legge elettorale si sono fatti passi in avanti, ma ci sono ancora numerosi temi di ordine politico e di ordine costituzionale che debbono essere affrontati. Primo fra tutti, quello delle preferenze per la cui introduzione presenteremo in Aula i nostri emendamenti. Sul fronte della compatibilita' con la Costituzione e con la sentenza della Consulta 1 del 2014, il testo oggi in Aula difetta palesemente di una norma di chiusura, che rimedi ad una serie di aspetti di manifesta irragionevolezza del meccanismo. Gia' con il Porcellum questo tema si pose ma nessuno lo prese in considerazione perche' non si immaginava che le coalizioni avrebbero potuto fermarsi tutte al di sotto del 30 per cento. Oggi - proseguno - noi poniamo con forza l'esigenza di una norma di chiusura del sistema perche' errare e' umano ma perseverare sarebbe diabolico''. A tal fine, elenchiamo 7 situazioni assurde e costituzionalmente irragionevoli che potrebbero verificarsi senza l'approvazione di una norma di salvaguardia del sistema.

1. ''Alle elezioni si presenta una coalizione composta da 5 liste. La coalizione ottiene complessivamente il 37% dei voti, arriva prima e conquista con il premio di maggioranza il 53% dei seggi. La prima lista ottiene il 21% dei voti mentre le altre 4 ottengono insieme il 16% dei voti ma si fermano tutte sotto la soglia del 4,5%. Tutti i seggi della coalizione vanno alla prima lista che con i 21% dei voti si porta a casa il 53% dei seggi, con un premio di maggioranza del 32% (!) superiore a quello attribuito alle ultime elezioni che ha innescato la sentenza della Corte. E superiore a quello previsto dalla fascistissima legge Acerbo.

2. Alle elezioni si presenta una coalizione di due liste che ottiene complessivamente l'11,5% dei voti. Entrambi i partiti superano la soglia del 4,5% ma poiche' la coalizione non ha superato quella del 12% a loro non spetta alcun seggio. Quasi 4 milioni di voti sarebbero senza rappresentanza.

3. Alle elezioni si presenta una coalizione di 5 liste che ottiene il 17% dei voti ma, poiche' nessuna delle liste supera la soglia del 4.5%, non ottiene alcun seggio.

4. Alle elezioni una lista si presenta senza coalizzarsi con altre liste. Ottiene piu' di 2,5 milioni di voti ma, non superando la soglia dell'8%, non ottiene alcun seggio. Alle stesse elezioni una lista si presenta in solo 3 regioni ed ottiene 250.000 voti. Avendo superato la soglia del 9% dei voti rispetto agli elettori delle tre regioni (1 molto grande e 2 piccole) ottiene seggi in proporzione ai voti. 5. Alle elezioni alla Camera la Coalizione A supera il 37%, arriva prima mentre al Senato e' la coalizione B a conquistare il premio. La corrispondenza tra voti e seggi e' stata alterata in nome della governabilita' ma il Paese e' ingovernabile. L'attribuzione di due premi di maggioranza a diverse coalizioni rende anche piu' difficile realizzare dopo le elezioni un'ampia intesa di Governo.

6. Alle elezioni nessuna coalizione supera, alla Camera e al Senato, la soglia del 37% dei voti necessaria per ottenere il premio di maggioranza. Si procede al secondo turno di ballottaggio, ma alla Camera le prime due coalizioni ammesse al ballottaggio sono A e B mentre al Sentato sono B e C. In esito al ballottaggio alla Camera vince la coalizione A, che ottiene il 55% per cento dei seggi mentre al Senato vince la coalizione C che ottiene il 55% dei seggi. 7. Alle elezioni si presentano 6 coalizioni e nessuna lista da sola. Tra le coalizioni presentatesi, 5 non superano la soglia del 12% ed ottengono complessivamente il 55% dei voti totali. In questo caso la sesta coalizione con il 45% dei voti ottiene il 100% dei seggi.

com/vlm

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