venerdì 20 gennaio | 23:41
pubblicato il 14/gen/2014 15:49

Legge elettorale: M5S, gia' esiste ed e' quella della Consulta (1upd)

Legge elettorale: M5S, gia' esiste ed e' quella della Consulta (1upd)

(ASCA) - Roma, 14 gen 2014 - ''Oggi una legge elettorale esiste ed e' quella uscita dalla sentenza della Corte che prevede un sistema proporzionale puro con le soglie di sbarramento attuali e la possibilita' per l'elettore di esprimere una preferenza. Non e' un granche', ma almeno e' costituzionalmente legittima...''. E' quanto scrivono sul loro portale i deputati del Movimento 5 Stelle membri della commissione Affari Costituzionali, commentando le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale che boccia l'attuale legge elettorale. ''E' di tutta evidenza - sostengono - che la Corte abbia voluto dare continuita' a questo Parlamento e di riflesso a questo Governo, e lo e' soprattutto in un passaggio: la Corte dichiara definita e quindi valida l'elezione di tutti i deputati anche in assenza della convalida da parte della Giunta per le Elezioni, che non e' ancora avvenuta. I deputati, infatti ad oggi risultano solo proclamati, per cui la Giunta sta effettuando le procedure di verifica dei calcoli elettorali e degli altri requisiti di eleggibilita'.

Con questo passaggio la Corte ha voluto dare piena legittimita' a questo Parlamento nonostante non ancora esaurite le suddette pratiche di verifica,di fatto rendendo inutile e costituzionalmente inappellabile l'elezione di tutti i parlamentari proclamati ma non convalidati''. ''Seppur molto politica e in alcune parti contraddittoria - si legge nel lungo post - la sentenza della Corte Costituzionale dice chiaramente che la composizione del Parlamento deve rispettare il voto degli elettori. Quindi via il premio di maggioranza che regalava il 55% delle poltrone in Parlamento a chiunque avesse preso anche un solo voto in piu' del secondo arrivato e via ogni sistema eccessivamente distorsivo del voto degli elettori, entrambi fattori che concedevano in modo irragionevole maggioranze di governo a partiti minoritari. Entrano quindi in gioco liste corte e/o almeno una preferenza (dicasi la proposta depositata dai parlamentari del M5S)''.

Quindi i deputati del Movimento di Grillo passano a commentare le proposte del Pd: ''Di certo, invece, risulta chiaramente incostituzionale la prima proposta del segretario del Pd sul Mattarellum corretto con premio di maggioranza, che rende ancor piu' distorsivo il sistema britannico, producendo un sistema iper distorsivo, che potrebbe facilmente dare una maggioranza assoluta dei seggi ad una forza politica che avesse anche solo il 25% dei voti. Di certo, sarebbero incostituzionali i sistemi proporzionali selettivi se integrati con un premio di maggioranza. Ergo e' chiaramente incostituzionale la seconda proposta del segretario del Pd, sul modello spagnolo, gia' in parte distorsivo di per se', al quale Renzi, l'arraffatore di seggi, aggiungerebbe generosamente un premio di maggioranza, che lo renderebbe anch'esso iper distorsivo: di nuovo, col 25% dei voti si puo' ottenere la maggioranza assoluta dei seggi.

Di certo, sarebbero incostituzionali i sistemi proporzionali con doppio turno di coalizione. Ergo e' chiaramente incostituzionale la proposta del segretario del Pd sul modello della legge elettorale dei sindaci, che garantirebbe al partito minoritario piu' votato al secondo turno un premio di maggioranza irragionevole: qui puo' bastare anche meno del 25% per ottenere il 60% dei seggi''.

''Che succedera' da domani? - scrivono avviandosi alla conclusione - Vi diranno che tutte tre le proposte del segretario del Pd sono costituzionali, per poi accorgersi tra qualche mese, laddove ne fosse approvata una, che in realta' non lo sono.

Noi diciamo una cosa chiara: la legge elettorale deve garantire un Parlamento rappresentativo delle istanze dei cittadini e che a questi tutti i giorni continui a rispondere. Cosa vi diranno gli altri partiti: la legge elettorale deve garantire che la sera stessa del voto ci sia un vincitore, garantendo il potere di pochi capi a discapito del potere di tutti di partecipare alla vita politica del Paese''.

sgr/sam/bra

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