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pubblicato il 06/dic/2013 12:15

Legge elettorale: Finocchiaro, nodo dentro maggioranza no Senato-Camera

Legge elettorale: Finocchiaro, nodo dentro maggioranza no Senato-Camera

(ASCA) - Roma, 6 dic - ''Dopo la pronuncia della Corte costituzionale sul vizio di costituzionalita' del Porcellum, la questione pare essere lo stallo dei lavori al Senato e la necessita' che il procedimento venga esaminato dalla Camera, nella quale la maggioranza attribuita a PD e SEL consentirebbe di approvare in tempi rapidissimi una nuova legge elettorale che preveda un sistema di doppio turno. E' davvero cosi'? A mio avviso la questione sta dentro la maggioranza di governo''. Lo scrive, in un intervento sull'Unita', la presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato Anna Finocchiaro. ''La prima, e piu' evidente, obiezione - scrive ancora Anna Finocchiaro - e' che, se anche la Camera approvasse un testo profittando di quella maggioranza, esso dovrebbe comunque essere approvato anche al Senato. C'e' da supporre che 'lo scippo' avrebbe conseguenze negative che si aggiungerebbero alle contrarieta' che molte forze politiche, anche di maggioranza (come il NCD), hanno manifestato sul sistema maggioritario a doppio turno. D'altronde, se NCD decidesse di condividere la proposta di riforma del PD, tutto consiglierebbe di approvare prima la legge al Senato. Ma non e' tanto questo il punto poiche', allo stato, gli altri due partiti che sostengono il governo, cioe' NCD e parte consistente della formazione di centro che fa riferimento al Presidente Casini, appaiono contrari ad un sistema maggioritario, a turno unico o a doppio turno. La questione, dunque, sta dentro la maggioranza di governo, e dubito che spostare la legge elettorale alla Camera risolverebbe il problema, poiche' la tentazione della 'autosufficienza' potrebbe risolversi in una rottura traumatica del vincolo di maggioranza con pressoche' inevitabili conseguenze sulla vita del governo. La questione si sposta, sotto il profilo procedurale, nell'ambito delle intese tra i Presidenti delle Camere, tenendo presente che proprio ieri la Commissione Affari costituzionali del Senato, precedentemente all'annuncio della decisione della Corte costituzionale, ha deliberato la costituzione di un comitato ristretto che, in tempi brevi, presenti un testo base, o denunci la impossibilita' di pervenirci''. ''Sotto il profilo, istituzionale e politico, centrale sara' quanto avverra' in Parlamento in occasione del voto di fiducia al Governo Letta: in quella sede andrebbe, a mio avviso, vigorosamente rilanciato e nuovamente precisato il percorso delle riforme costituzionali ed elettorali, tenendo conto dei mutamenti intervenuti a seguito del rinnovo della maggioranza, della temibile approvazione alla Camera della legge costituzionale senza la maggioranza dei due terzi, e della sentenza della Corte costituzionale'', conclude Finocchiaro.

com/vlm

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