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pubblicato il 07/mar/2014 17:34

Legge elettorale: e' ancora stallo. E si guarda gia' a modifiche al Senato

Legge elettorale: e' ancora stallo. E si guarda gia' a modifiche al Senato

(ASCA) - Roma, 7 mar 2014 - ''La legge elettorale in discussione alla Camera e' praticamente perfetta. Anche se come tutte le leggi puo' essere migliorata. Pero' aver escluso il Senato e' stata una gran mozione di fiducia sul percorso delle riforme. La legge e' scritta bene e funziona, come dicono gli studi dei tecnici della Camera''. La definizione entusiastica, in parte magari per dovere d'ufficio, e' di Francesco Paolo Sisto (Forza Italia), presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera e relatore della legge di riforma elettorale. In attesa che l'Aula di Montecitorio riprenda a votare sugli emendamenti all'Italicum (l'Assemblea e' convocata per lunedi' alle 11), a Sisto, che ne ha parlato ad Agora', su Rai Tre, hanno risposto in molti esprimendo pareri diversi e augurandosi delle modifiche al Senato. Tra le voci critiche, sempre ad Agora', si e' levata quella di Anna Finocchiaro (Pd), presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato, che ha premesso un intervento a favore della parita' uomo-donna. A proposito della legge elettorale, ''lavoreremo in Commissione -ha detto- per una norma sulla parita' di genere. La soglia dell'8% per i partiti che vanno da soli, poi, e' molto, molto alta. Per quanto riguarda il premio di maggioranza, invece, una soglia ragionevole e' il 40%''. Pronta la replica di Sisto: ''C'e' un patto con Matteo Renzi e la presidente Finocchiaro si permette di dire che al Senato sara' cambiato? Io trovo assolutamente sconcertante che il presidente della Prima Commissione del Senato si permetta di ipotizzare dei mutamenti sulle soglie e dei mutamenti sulla soglia massima per il premio di maggioranza come se fosse la cosa piu' naturale del mondo. Io trovo sconcertante che di fronte a un patto che e' stato raggiunto fra Renzi e Berlusconi, si possa pensare gia' con riserva mentale al Senato di mutare questo patto. Io le dichiarazioni della collega Finocchiaro le trovo sconcertanti sul piano del rispetto e mi auguro che siano un'iniziativa personale del presidente Finocchiaro, in nessun modo sponsorizzate dal presidente del Consiglio e segretario del partito. Se non fosse cosi', sarebbero molto gravi''. La cosa e' sembrata prendere la china di un nuovo strappo politico, ma e' intervenuta la stessa Finocchiaro a gettare acqua sul fuoco: ''Prima di alzare inutili polveroni mediatici voglio precisare che nella mia intervista ad Agora', andata in onda questa mattina, e legittimamente tagliata dalla giornalista per esigenze del servizio, io volevo solo sottolineare che esistono questioni sensibili su cui gia' alla Camera, e mi immagino succedera' anche al Senato, si sta discutendo. Se si fosse potuta ascoltare tutta l'intervista sarebbe stato tutto piu' chiaro. Per questo invito tutti a non strumentalizzare le mie dichiarazioni, in nessun senso. E' evidente che ho le mie opinioni personali e che, soprattutto sulla questione della parita' di genere, mi auguro ci possano essere dei passi in avanti. Ma da Presidente della commissione Affari costituzionali so bene su quali equilibri politici si regga la possibilita' di un esito positivo della riforma elettorale e per ottenere questo risultato lavorero' con il massimo equilibrio''. Tutto rientrato? Non proprio, visto che altre numerose voci si sono levate per reclamare modifiche: le hanno ribadite in insolita sintonia Sel e Lega Nord, ma anche Scelta civica, i Popolari per l'Italia e i Fratelli d'Italia. Ma soprattutto il Ncd. ''Mi auguro -ha dichiarato Renato Schifani- che ci sia piu' rispetto del Parlamento. Io posso dire che il Senato non sara' il notaio della Camera sulla legge elettorale''. ''Fin quando -ha aggiunto- non sara' abolito o abbandonato, il Senato esercitera' correttamente il proprio ruolo in autonomia. E' sbagliato che un ramo del Parlamento possa sedersi e sopirsi sul lavoro di un altro ramo del Parlamento, non per una questione di contrapposizioni, ma di qualita' del processo legislativo. Ci sono dei punti di criticita' costituzionali sui quali cercheremo di intervenire, non per una logica di contrapposizione con la Camera ma per migliorare il testo''. E da Palazzo Madama gli ha fatto eco il senatore Ncd Paolo Naccarato : ''Da scherzi a parte la novella Sisto: il Senato e' stato gia' abolito e la sovranita' popolare abrogata per regio decreto sixtum. Come considerare altrimenti le inusitate dichiarazioni di stamani contro Anna Finocchiaro (che non ha certo bisogni di difensori) in materia di legge elettorale? Stai piu' sereno Sisto che ancora il sistema democratico e' in vigore e anche il Senato e' pienamente legittimato a esprimersi in materia di legge elettorale. Ultimatum ed intimazioni in genere producono effetti opposti''. Ma la riforma elettorale, l'Italicum, e' perfetto, va bene cosi' com'e' o ci sarebbe bisogno di modifiche e ritocchi? Il professore Stefano Ceccanti, esperto di sistemi elettorali e docente di diritto costituzionale alla Sapienza di Roma, lo cambierebbe: ''Preferirei -spiega- il 50% per andare al secondo turno, pero' in ogni caso preferisco che sia un sistema che designa un vincitore, rispetto al sistema uscito dalla Corte che mi porterebbe a fare grandi coalizioni obbligate''. ''Questo -aggiunge- e' il primo problema della legge elettorale: che individui un vincitore e visto che questa legge mi da questo risultato me la prendo, comprensiva dei suoi difetti: sul punto principale la legge e' convincente''. Per Ceccanti la questione ancora aperta e' quella di genere: ''spero che da qui a lunedi' si possano trovare soluzioni ragionevoli'' mentre sulle preferenze ''sono contento che non ci siano: il collegio uninominale e' la migliore soluzione ma se devo scegliere tra le liste bloccate corte o le preferenze, che fanno entrare in rotta di collisione i candidati, francamente preferisco le liste corte''. E il problema del Senato? ''E' una spada di Damocle che ci dobbiamo togliere con una riforma costituzionale''. Posizione analoga e' espressa anche dal professore Roberto D'Alimonte (ordinario alla Luiss di sistema politico italiano e direttore del centro studi elettorali) che e' stato il principale consulente di Renzi per la stesura dell'Italicum. ''La Camera -ha detto- ha iniziato a discutere una riforma dimezzata e anche molto modificata a come l'avevo immaginata''. In particolare ''questo sistema di soglie a me sembra troppo complicato e probabilmente anche viziato da incostituzionalita' alla luce della sewntenza della Corte cosstituzionale''. D'Alimonte sul fatto che la riforma riguarda ora solo la Camera rende atto alla capacita' di ''intuizione'' di Renzi: ''Approvando una riforma disfunzionale Renzi crea una situazione impossibile, che va sanata. Come? Riformando il Senato. Quindi oggi c'e' un argomento in piu' per farlo. Una vittoria a meta'''. D'Alimonte sostiene poi che al dimezzamento si e' arrivati perche' ''in Parlamento oggi non volevano consegnare a Renzi una pistola carica, ossia una legge elettorale pronta all'uso. Con quella il premier avrebbe potuto condizionare sia l'opposizione fuori dalla maggioranza sia l'opposizione dentro la sua maggioranza. Ora ha una pistola ancora scarica, ma non del tutto: attenzione perche' magari a lui riuscira' comunque di usarla''. min/vlm

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