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pubblicato il 11/nov/2013 16:46

Legge elettorale: domani al Senato primo esame per modello doppio turno

di Angelo Mina.

(ASCA) - 11 nov - Giornata importante domani al Senato per la riforma della legge elettorale. Importante anche se non decisiva perche' nel pomeriggio (inizio alle 16,30) la Commissione Affari Costituzionali dovra' prendere in esame e scegliere tra due diversi modelli elettorali. Si tratta di due ordini del giorno: uno, presentato da Pd, Sel e Scelta civica, propone il doppio turno e l'altro presentato dal senatore Roberto Calderoli, Lega Nord, propone il ritorno al Mattarellum. La giornata non e' decisiva perche' pur implicando la scelta di un indirizzo di lavoro, non e' definitiva, perche' lo sara' solo quando si votera' un articolato, un testo da passare al voto dell'Aula. E fino ad allora un emendamento sostitutivo, se votato, potra' anche invertire la strada eventualmente presa. Il primo odg, quello presentato da Pd, Sc e Sel ha come obiettivo di dare subito dopo il voto ''una maggioranza certa, stabile e coerente nelle due Camere'' attraverso la previsione di un premio di maggioranza ''in misura corrispondente a un risultato totale, in ogni caso, di 340 seggi per la Camera e di 170 per il Senato''. Il premio, in sostanza, verrebbe attribuito per ciascuna Camera ''in prima istanza alla lista o alla coalizione di liste che ottiene la maggioranza assoluta (o almeno il 40/45 per cento dei voti o dei seggi) o, in mancanza, alla lista o alla coalizione che prevale in un secondo turno di votazioni in contesa tra le due che hanno ottenuto, al primo turno, il maggior numero di voti o di seggi''. L'odg e' firmato dai senatori Isabella De Monte, Loredana De Petris, Benedetto Della Vedova, Miguel Gotor, Alessandro Maran, Maurizio Migliavacca, Corradino Mineo, Giorgio Pagliari, Luciano Pizzetti e Luigi Zanda, presidente dei senatori democratici. Lo schema di riferimento e' quella correzione del Porcellum proposta dal professore Roberto D'Alimonte, ma anche da Luciano Violante. Il fine, oltre a fornire l'individuazione certa di una maggioranza di governo e' quello di dare una legittimita' di consenso alla maggioranza, evitando un premio sproporzionato come accade con il Porcellum, che non prevede una soglia minima per fare scattare il premio in seggi. Questione, questa, che peraltro e' al centro dei dubbi di costituzionalita' su cui si dovra' pronunciare la Consulta che il prossimo 3 dicembre decidera' sull'ammissibilita' o meno del ricorso da parte della Cassazione. Il secondo odg, quello della Lega Nord che propone il ritorno al Mattarellum (il sistema maggioritario misto precedente alla legge attuale), ha una natura prevalentemente politica, come ha spiegato Calderoli, il padre del Porcellum, secondo il quale la proposta del doppio turno del Pd sarebbe solo una finta perche' in realta' vorrebbe andare subito al voto senza cambiare il Porcellum. ''C'e' qualcuno -ha dichiarato Calderoli- che propone il doppio turno sapendo che non c'e' una maggioranza che lo sostenga e che lo approvi e questo perche' si vuole tornare a votare con il Porcellum''.

Per Calderoli ''come Manzoni con i suoi ''Promessi sposi'', anche il Pd porta il Porcellum a sciacquarsi in Arno, che guarda caso passa per Firenze. Nonostante la prevalenza delle forze politiche propenda per un ritorno al Mattarellum si tira fuori il doppio turno di ballottaggio di lista o di coalizione che dir si voglia. Il problema e' -ha sostenuto Calderoli- che nessuno vuol cambiare il Porcellum, specie a Firenze e il nostro e' quindi un ordine del giorno verita'.

Basta con i giochini''. Contrarieta' al doppio turno e' stata ribadita dal Pdl. Il senatore Donato Bruno, co-relatore insieme alla senatrice Doris Lo Moro (Pd), si dice convinto che la proposta del Partito Democratico verra' bocciata da uno schieramento Pdl, Lega e M5S.Comunque, ha commentato, il voto sugli odg sara' una ''operazione verita'''. ''E' giusto che si voti cosi' -ha aggiunto- si esce dall'equivoco perche' non c'e' una maggioranza sul doppio turno''. min/vlm

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