giovedì 08 dicembre | 10:58
pubblicato il 27/gen/2014 16:50

Legge elettorale: delega governo antidoto a sospetti su voto anticipato

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 27 gen 2014 - Sulla riforma elettorale si va avanti, ma non ci si fida fino in fondo. Il timore e' che qualcuno proceda con la riserva mentale di andare subito alle elezioni, non appena la nuova legge sara' pronta e votata. Non hanno certo aiutato in questo senso le dichiarazioni del capogruppo di Fi alla Camera, Renato Brunetta (''quando una pistola viene caricata, poi si spara''), esplicito nel dire che ''fatta la nuova legge si va a votare''. A poco sono servite le rassicurazioni di Denis Verdini e Paolo Romani, che hanno cercato di derubricare le dichiarazioni di Brunetta a posizione personale: i sospetti che gia' erano in circolo si sono inevitabilmente rafforzati e rilanciati. E di questi sospetti c'e' piu' di una traccia negli emendamenti al testo base che sono stati presentati oggi alla Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio.

Non e' certo casuale che il Pd, tra i suoi 30-35 emendamenti, uno lo ha presentato in modo unitario, cosi' da sottolineare che e' la posizione di tutto il partito, ed e' quello che prevede la delega al governo per la definizione dei collegi entro 90 giorni dall'approvazione della nuova legge elettorale. ''Cosi' si evitera' -ha commentato Fiano, capogruppo Dem in Commissione- una situazione in cui ogni deputato presentera' una modifica relativa al proprio collegio''. Inoltre, ha tenuto a sottolineare Fiano, ''stabilire che il governo avra' 90 giorni di tempo per la definizione dei collegi vuol dire che da parte nostra non c'e' nessuna intenzione di andare subito al voto dopo l'approvazione della riforma elettorale: la legislatura deve portare a termine tutte le riforme''. Altro indizio di sospetto si coglie nell'emendamento presentato da Enrico Costa, capogruppo del Ncd, che propone la soppressione di tutte le norme che riguardano il Senato.

In sostanza, ha spiegato, visto che si deve completare il processo di riforma con quella costituzionale che porra' fine al bicameralismo, sarebbe inutile (e pericoloso) prevedere una riforma elettorale anche per il Senato. E poi, sottolinea Costa, ''non prevedere la legge elettorale per il Senato darebbe un senso di serieta' e di concretezza al percorso di riforme istituzionali che si intende avviare. Argomentando diversamente potrebbe avere ragione il presidente Brunetta quando sostiene che dopo la legge elettorale si torna alle urne, senza proseguire il cammino delle riforme sbandierato ai quattro venti''. Analoga proposta e' stata fatta anche dalla Lega Nord, dicendo che ''e' inutile stare a perdere tempo'' sulle nuove norme per il Senato, visto che si dovra' fare una sua riforma e una piu' ampia riforma costituzionale. Vale la pena considerare che questo emendamento (Bragantini) presuppone un allungamento della legislatura ben oltre la legge elettorale, ''e poi subito al voto'', come richiesto piu' volte dal segretario del Carroccio, Matteo Salvini. Forza Italia, nella riunione di stamane del gruppo della Camera, ribadisce la propria posizione con qualche ammorbidimento. Resta il no fermo alle preferenze, ma si apre a modifiche ''tecniche'' che non mettano in discussione l'impianto dell'accordo raggiunto. Significativa apertura e' infine quella sulla possibilita' di dare una delega al governo per la definizione dei collegi, ma in tempi stringenti. Conferme di posizione dagli altri partiti come Scelta civica e Pi, ma anche Sel, favorevoli anzitutto ad un abbassamento delle soglie e a un contemporaneo aumento di quella per fare scattare il premio di maggioranza. Sulle soglie sono importanti le modifiche proposte dai Democratici, che vengono incontro alle obiezioni che sono state fatte in questi giorni. ''Questa legge -ha spiegato Fiano- si puo' migliorare e crediamo che non sia solo un nostro auspicio. Sulle nostre proposte non ci sono temi che riguardano aree del Pd ma ci sono firme trasversali''. E per quanto riguarda le soglie, Fiano ha spiegato che verranno riformulate: dal 5 al 4 per cento per i partiti in coalizione e dall'8 al 6 per cento per le forze politiche che corrono da sole. Verra' riformulata anche la soglia del 12 per cento per le coalizioni per evitare i casi citati di 3 partiti del 4 per cento che insieme superano lo sbarramento. Ultima ma non meno importante la modifica della soglia del 35 per cento per ottenere il premio di maggioranza che si propone di alzare (come preannunciato da Matteo Renzi) al 38 per cento. E c'e' anche l'emendamento di un singolo deputato Pd che propone il 40 per cento. Sulla questione della scelta dei candidati da parte degli elettori, il Pd ha previsto diversi emendamenti e relative soluzioni: preferenze doppie per parita' di genere, collegi uninominali, primarie per legge. min/vlm

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Fi
Fi, Berlusconi ricoverato. Zangrillo: stress, a breve dimesso
Pd
Pd, Orfini: ok sostegno militanti ma sia senza rabbia
Governo
Consultazioni Mattarella fino a sabato, chiudono Fi M5s e Pd
Governo
Comitato del No: sarebbe bene Colle ci convocasse a consultazioni
Altre sezioni
Salute e Benessere
Orecchie a sventola, clip rivoluziona intervento chirurgico
Enogastronomia
Domenica 11 dicembre Cantine aperte a Natale
Turismo
Con Volagratis Capodanno low cost da Parigi al Mar Rosso
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
Roma, domani al via la terza "Isola della sostenibilità"
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Ricerca, da 2018 l'ERC tornerà a finanziare team multidisciplinari
Motori
Nuova Leon Cupra, più potenza e migliori prestazioni