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pubblicato il 04/gen/2014 11:41

Legge elettorale: D'Alia, Renzi rischia rimanere prigioniero se stesso

Legge elettorale: D'Alia, Renzi rischia rimanere prigioniero se stesso

(ASCA) - Roma, 4 gen 2014 - ''Sulla legge elettorale Renzi ha cercato una base di partenza ma, per come e' stata formulata la proposta, rischia di rimanere prigioniero di se stesso''.

Cosi' in un'intervista a l'Unita' il ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Gianpiero D'Alia.

''Renzi - osserva - propone una legge elettorale per l'elezione di una sola Camera. Da' per scontato, cioe', che si abolisca o si modifichi radicalmente il Senato. Cosa per cui serve pero' una modifica costituzionale che nei fatti esclude il voto a maggio e lo rinvia al 2015. Se si vuole una legge elettorale prima del voto per le Europee e dovessero naufragare le riforme, allora che facciamo, tutto questo per una legge elettorale monca e inapplicabile?''. ''La proposta compiuta - spiega il ministro Udc - deve prevedere: legge elettorale per la Camera, modifica costituzionale del Senato - con modifica anche dell'articolo 117 della carta e abolizione della conferenza stato-regioni - legge elettorale per il Senato visto che va disciplinata anche l'elezione indiretta dei membri di quella che sara' la Camera delle regioni. E cioe' quali governatori, quali degli ottomila sindaci. Se non c'e' tutto questo, il resto e' fuffa''. ''E' chiara la voglia di Renzi - prosegue D'Alia - di giocare contemporaneamente su piu' tavoli e aprire piu' forni: ha calato la rete e vuol vedere che pesci ci restano dentro. Apre un tavolo con la maggioranza, uno con Berlusconi e uno con Grillo. Basta analizzare le proposte fatte, che soddisfano esigenze politiche di partiti diversi. Serve un'agenda stringente, senza tatticismi: riforme e taglio ai costi della politica. Per quanto riguarda il mio ministero, efficienza della Pa e sburocratizzazione. Udc-Per l'Italia - afferma D'Alia - proporra' le misure di politiche fiscali a sostegno di famiglie monoreddito e di lotta alle vecchie e nuove poverta'. E poi liberalizzazioni''.

''Non c'e' preclusione - aggiunge D'Alia - a discutere sui diritti civili, anche la Consulta li tutela, anche se sono altro rispetto ai matrimoni omosessuali. E alcuni passaggi sulla Bossi-Fini vanno rivisti: i Cie, il reato di immigrazione clandestina, i contratti di soggiorno.

Distinguiamo e parliamone - conclude - senza propaganda''.

com-brm/cam

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