martedì 21 febbraio | 11:47
pubblicato il 05/mar/2014 11:38

Legge elettorale: Cuperlo, ora ok Camera ma puo' essere migliorata

(ASCA) - Roma, 5 mar 2014 - Gianni Cuperlo traccia un bilancio ''positivo'' alla fine di una giornata - ieri - tutta centrata sull'Italicum, scandita da una girandola di incontri e telefonate tra Pd, Ncd e Fi. Alla fine l'accordo si e' chiuso sul cosiddetto emendamento D'Attorre, che lega il destino della legge elettorale alla sola Camera dei deputati. Tutto risolto? Affatto, perche' la minoranza del Pd e' decisa a portare avanti in Senato la battaglia per migliorare molti aspetti dell'Italicum, a partire dalle soglie di sbarramento.''Questa giornata - afferma Cuperlo in un'intervista all'Unita' - ha un saldo attivo per tutti. Noi abbiamo chiesto con determinazione lo stralcio dell'articolo 2 perche' bisognava dare un segnale molto netto: la riforma elettorale doveva essere agganciata al superamento del Senato dal momento che l'Italicum, cosi' come concepito, non garantirebbe, nel caso in cui non si superasse il bicamerlismo perfetto, una governabilita'. E questo e' un limite che non possiamo permetterci. Dobbiamo fare una legge elettorale perche' e' un imperativo nei confronti del Paese, ma deve essere una buona riforma, efficace, in grado di garantire rappresentativita' e una maggioranza di governo''.

''Certo, se si andasse a votare senza aver abolito il Senato ci troveremmo in una situazione drammatica, di assoluta ingovernabilita'. Su questo si misura la responsabilita' delle forze parlamentari perche' se non si dovesse portare a termine il percorso delle riforme costituzionali ci troveremmo di fronte ad una legge elettorale monca. Ma bisogna pensare anche, con lo stesso senso di responsabilita' che abbiamo dimostrato fino ad ora, a migliorare questo testo lungo il percorso parlamentare. In questo momento - aggiunge Cuperlo - noi dobbiamo far partire il convoglio alla Camera, questo e' il nostro impegno, senza dimenticare gli elementi critici di questa legge che non possono essere taciuti. Non lo dico solo io e non lo dicono solo i costituzionalisti. Lo sostiene anche l'ispiratore dell'Italicum, il professor Roberto D'Alimonte, che ha letteralmente inchiodato questa legge ad alcuni limiti e vizi che, se non affrontati e risolti, rischiano seriamente di comprometterne l'efficacia''.

''Noi abbiamo preso l'impegno a far approvare la legge in prima lettura alla Camera - continua Cuperlo - avendo anche apprezzato i passi in avanti che ci sono stati - penso all'innalzamento della soglia del primo turno dal 35 al 37%, anche se sarebbe stato meglio il 40% - segno che stiamo andando nella direzione giusta, ma il percorso e' solo all'inizio e mi auguro si possa intervenire ancora al Senato.

E' necessario, ad esempio, correggere la soglia di sbarramento all'8% per i partiti che si presentano da soli.

Se resta cosi' come e' c'e' il rischio che una forza politica che raccoglie 3 o 4 milioni di voti resti fuori dal Parlamento. Altro tema: i partiti che non raggiungono il 4,5%, pur stando in coalizione, portano voti che sono utili per il premio di maggioranza ma non partecipano al riparto dei seggi. Stiamo parlando dell'eguaglianza effettiva del voto e dell'equilibrio che deve esserci tra governabilita' e rappresentativita'. Infine, la permanenza delle liste bloccate, seppur corte rispetto a prima, non risolve il problema della possibilita' dell'elettore di scegliere il proprio rappresentante. Dal momento che stiamo parlando di una legge che prevede un collegio unico nazionale nessuno sa quali sono i collegi dove scatta effettivamente l'elezione di questo o quel candidato''.

''I fatti - conclude l'esponente della minoranza del Pd - ci hanno dimostrato che discutendo, confrontandoci nelle Commissioni e tra forze politiche, e' possibile apportare dei miglioramenti. La legge elettorale e' di tutti. Dobbiamo chiudere definitivamente una stagione durata troppo a lungo durante la quale le forze politiche, in particolare la destra, hanno pensato di poter scrivere le leggi elettorali come un abito di sartoria, su misura per una parte''. com/vlm

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