martedì 17 gennaio | 10:57
pubblicato il 06/mar/2014 09:53

Legge elettorale: Cuperlo, e' un dovere votarla ma va migliorata

Legge elettorale: Cuperlo, e' un dovere votarla ma va migliorata

(ASCA) - Roma, 6 mar 2014 - ''In gioco non e' il successo o il fallimento di Renzi. Una nuova legge elettorale e' la premessa per mettere in sicurezza la nostra democrazia e per questo va migliorata''. Cosi' Gianni Cuperlo, sfidante di Renzi alle primarie e leader della minoranza Pd, in una intervista a Repubblica, parla della nuova legge elettorale in discussione alla Camera. ''Per la politica - non ha dubbi l'esponente democratico - e' l'ultimo treno. Per anni tutti hanno definito il Porcellum il male assoluto. Pero' ce lo siamo tenuti perche' evidentemente nominare i parlamentari era esteticamente orribile ma tornava comodo. Il nostro bicameralismo, come la proporzionalita', avevano ragioni storiche fortissime nella prima stagione repubblicana. Poi il ventennio maggioritario - continua Cuperlo - ha pigiato il pedale della semplificazione del quadro politico e della governabilita'. Il Porcellum ha inferto il colpo di grazia: ha alterato come mai prima la selezione della classe dirigente. Ora fare una nuova legge elettorale non significa che qualsiasi legge vada bene. E l'Italicum a detta del suo ideatore, il professor D'Alimonte, ha diversi limiti che rischiano di comprometterne l'efficacia. Ma oggi - dice - e' un dovere per questo Parlamento votare la nuova legge.

Personalmente lavorero' perche' l'accordo che la sorregge regga. Ma la ragione che ha portato la minoranza del Pd a un atteggiamento di responsabilita' non e' la rinuncia a miglioramenti successivi su questioni che restano non risolte''. Per cominciare ''penso all'intreccio di soglie che penalizza la rappresentanza con il rischio di escludere dal Parlamento forze che raccolgono milioni di voti. Poi - rileva - un premio meno sguaiato del precedente ma che consegna alla maggioranza un bonus di solo 5 o 6 seggi e non da ultimo le liste bloccate. Avere stralciato le norme sul Senato non da' la certezza che la prossima volta sara' solo la Camera a esprimere la fiducia al governo ma rende piu' stringente il nesso tra riforma elettorale e riforma costituzionale''.

Cuperlo si augura che il confronto al Senato e poi l'eventuale seconda lettura alla Camera, ''consentano di migliorare ulteriormente il testo, perche' dobbiamo ascoltare i dubbi e le preoccupazioni dei costituzionalisti e non solo.

Questa volta vogliamo arrivare al traguardo. Se non avremo una nuova legge, andremo al voto con le norme che ci ha consegnato la Consulta e la ragionevole certezza di morire di larghe intese. Dobbiamo tornare alla fisiologia dell'alternanza''. Infine ''spero che sulla parita' di genere si trovi una soluzione. Non voglio credere che una riforma storica per la democrazia sia a rischio per la richiesta sacrosanta di rispettare la parita' tra uomini e donne nella rappresentanza. Sarebbe incomprensibile''.

red-fdv

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