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pubblicato il 04/dic/2013 08:43

Legge elettorale: Consulta riunita, partiti tra rinvii e tensioni

Legge elettorale: Consulta riunita, partiti tra rinvii e tensioni

(ASCA) - Roma, 4 dic - Corte costituzionale convocata questa mattina alle 9,30 per iniziare la discussione sulla questione di costituzionalita' sollevata sulla legge elettorale. Si sono rivelate infondate le indiscrezioni su un possibile rinvio al 2014 in modo dare la possibilita' ai partiti di trovare in extremis un accordo sulla riforma del cosiddetto Porcellum. La sentenza della Consulta potrebbe arrivare in tempi brevi. I giudici della Corte hanno gia' ascoltato in udienza pubblica l'esame del caso fatto dal relatore Giuseppe Tesauro e poi le ragioni dei ricorrenti, che hanno promosso un'azione legale approdata prima in Cassazione e poi alla Consulta. I punti piu' criticati della legge elettorale in vigore sono il premio di maggioranza, assegnato alla coalizione o alla lista che ottiene piu' voti senza che sia fissata una soglia minima d'accesso, e le liste bloccate che non danno la possibilita' all'elettore di scegliere il proprio candidato con una o piu' preferenze. Secondo l'avvocato Carlo Besostri, che ha illustrato in udienza alla Corte le motivazioni dei ricorrenti, se la Consulta dovesse accogliere il ricorso ''non ci sarebbe ne' un vuoto legislativo, ne' la reviviscenza automatica del Mattarellum perche' abolendo il premio di maggioranza la legge vigente diverrebbe una proporzionale con soglia di accesso immediatamente applicabile''. I partiti si sono dimostrati finora incapaci di trovare un accordo sulla riforma elettorale. L'ultimo episodio di rinvio ha riguardato avantieri la commissione Affari costituzionali del Senato che avrebbe dovuto votare un ordine del giorno a favore del ripristino del Mattarellum: si e' deciso di spostare il confronto alla prossima settimana. Da qui la reazione del Pd che con il capogruppo Luigi Zanda ha posto il problema di un eventuale passaggio della discussione alla Camera, dove i tempi del confronto potrebbero essere piu' rapidi in quanto la maggioranza di governo, in grado di fare una propria proposta di riforma, e' piu' salda in quel ramo del Parlamento. La pensa come Zanda, Roberto Giachetti, Pd, vicepresidente della Camera, da 58 giorni in sciopero della fame per chiedere l'abolizione del Porcellum: ''Il Senato non e' in grado di fare un passo avanti. A Montecitorio ci sono i numeri e le condizioni politiche per archiviare la legge elettorale in vigore''. Le posizioni dei partiti restano diverse. Matteo Renzi, che da domenica prossima potrebbe essere il nuovo segretario del Pd, privilegia l' obiettivo finale della governabilita' rispetto a un modello particolare di legge elettorale: ''Potrebbe essere il Mattarellum con un doppio turno per assegnare il premio di maggioranza o una legge sul tipo di quella che elegge i sindaci''. Il ripristino del Mattarellum significa candidati nei collegi uninominali e 25% di eletti alla Camera con il sistema proporzionale, quel 25% potrebbe essere assegnato - secondo lo schema proposto da Renzi - con il doppio turno. Forza Italia non ha sciolto le sue riserve rispetto al Mattarellum, avendo sempre privilegiato il confronto sulla forma di Stato e di governo (elezione diretta del Capo dello Stato o piu' poteri al premier) rispetto a quello sulle norme elettorali. Indefinita e' pure la posizione del M5S. Beppe Grillo ha piu' volte dichiarato di privilegiare l'attuale Porcellum, ma non c'e' una posizione ufficiale del Movimento a riguardo. Al Nuovo centrodestra di Angelino Alfano potrebbe andare bene il ritorno al Mattarellum. Ieri il campanello d'allarme e' arrivato da Pietro Grasso, presidente del Senato, intervenuto alla presentazione di un libro fotografico dell' Ansa: ''Sulla legge elettorale i gruppi parlamentari non riescono a trovare un accordo politico, dimostrando di non sentire la marea montante di una rabbia che si riversera', piu' forte di prima, contro tutti i partiti''. Grasso ha lanciato poi un monito: ''Se lo stallo dovesse continuare, nonostante i recenti sviluppi politici, non esitero' un attimo a sostenere il trasferimento di questo tema alla Camera dei deputati''. Nei giorni scorsi c'e' stato un colloquio al Quirinale sul tema della legge elettorale tra il presidente Giorgio Napolitano e Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con Parlamento. Gaetano Quagliariello, ministro delle Riforme, aveva dichiarato in quella occasione: ''Se non si muovera' il Parlamento prima della sentenza della Corte costituzionale sul Porcellum, a quel punto si muovera' il governo''. Cosi' non e' stato. Resta difficile per l'esecutivo intervenire sulla legge elettorale con un eventuale disegno di legge, in quanto tema che riguarda le regole del sistema politico, di solito appannaggio del dibattito tra i partiti. Ma l'emergenza che si verrebbe a creare con l'eventuale sentenza della Consulta in grado di cancellare alcune norme del Porcellum potrebbe riproporre la questione. gar/

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