venerdì 20 gennaio | 21:42
pubblicato il 04/dic/2013 18:11

Legge elettorale: Consulta, ''premio e liste bloccate sono incostituzionali''

Legge elettorale: Consulta, ''premio e liste bloccate sono incostituzionali''

. (ASCA) - Roma, 4 dic - La Corte Costituzionale ha bocciato l'attuale legge elettorale, il Porcellum, ravvedendone illegittimita' costituzionale sia per il premio di maggioranza che per le liste elettorali 'bloccate'. E' quanto rende noto in un comunicato la stessa Consulta. ''La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l'assegnazione di un premio di maggioranza - sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica - alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione. La Corte - prosegue la nota - ha altresi' dichiarato l'illegittimita' costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali ''bloccate'', nella parte in cui non consentono all'elettore di esprimere una preferenza''. Rinasce il proporzionale (per ora). di Angelo Mina.

Il Porcellum e' morto: la Corte Costituzionale con una sentenza che i piu' si attendevano per il prossimo 14 gennaio, ha dichiarato l'incostituzionalita' della legge elettorale nota come il Porcellum. La Corte ha in concreto bocciato il premio di maggioranza perche' senza soglia (e non in quanto tale) e le liste bloccate perche' non permettono la scelta da parte dell'elettore. Si tratta dei punti che ''qualificavano'' la legge in questione. Tolti questi due aspetti, il Porcellum cade come un castello di carte e in piedi rimane solo il metodo proporzionale con lo sbarramento al 4 per cento. Gli stessi giudici della Consulta si rendono conto della situazione che si apre ora su un quadro di notevole frammentazione e di difficile governabilita' e rivolgono una sollecitazione al Parlamento, sottolineando che ''resta fermo che il Parlamento puo' sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali''. Questo vuol dire che la nuova (eventuale e probabile) legge che il Parlamento dovra' approvare, se non si vuole uscire dallo schema del Porcellum, deve togliere gli elementi di incostituzionalita': prevedere una soglia congrua oltre la quale fare scattare il premio di maggioranza e prevedere una o piu' preferenze nelle liste dei candidati. Questo secondo punto diventa problematico (ben piu' del premio) perche' senza una modifica che introduca la preferenza, una legge elettorale oggi praticabile non ci sarebbe. Questo vuol dire che per andare subito al voto il Parlamento (ma anche il governo, in caso di urgenza e necessita') dovrebbe effettuare questa modifica minima: introdurre le preferenze per potere andare al voto. Per una esauriente comprensione degli effetti della sentenza e' comunque necessario attendere le motivazioni, che saranno contenute nella pubblicazione della sentenza ''nelle prossime settimane e dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici''. Cosa dire per il futuro? Su quale sistema a questo punto viene naturale puntare? Fermo restando, come sottolinea la Corte, che il Parlamento ''puo' sempre approvare nuove leggi elettorali',' se volesse rimanere nello schema che risulta dalla sentenza, l'intervento piu' semplice sarebbe quello di prevedere un secondo turno tra le prime due liste o tra le coalizioni di liste. Come da tempo propone il professore Roberto D'Alimonte, ma anche Luciano Violante.

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