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pubblicato il 12/mar/2014 12:41

Legge elettorale: Cgil, dubbi di costituzionalita'. Senato modifichi

(ASCA) - Roma, 12 mar 2014 - ''L'approvazione in prima lettura della nuova legge elettorale suscita numerose preoccupazioni alla luce delle indicazioni espresse nella sentenza della Corte con cui sono stati accolti i profili di illegittimita' costituzionale della legge elettorale cosiddetto 'Porcellum'''. E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, in merito al via libera della Camera all' 'Italicum', secondo il quale ''il combinato disposto dal premio di maggioranza cosi' come formulato (soglia al 37%), le numerose soglie di sbarramento previste dalla nuova normativa (4,5%, 8% e 12%), raddoppiate rispetto alla legge Calderoli, il calcolo nazionale dei seggi e la imprevedibilita' della loro attribuzione a livello di collegio plurinominale, la previsione di liste bloccate (6 candidati), e la possibilita' di presentare fino a 8 candidature multiple, pone forti dubbi sulla conformita' del disegno di legge al dettato costituzionale esplicitato dalla Corte Costituzionale nella recente sentenza''. La Consulta, infatti, precisa il dirigente sindacale, ''ha chiaramente richiamato l'attenzione del legislatore sulla necessita' che i meccanismi premiali non possono generare una distorsione tra voti e seggi, incompatibile con il principio di eguaglianza del voto, e che il sistema di voto ricostruisca un rapporto libero e diretto tra corpo elettorale e candidati, consentendo ai cittadini di incidere sull'elezione dei propri rappresentanti''. Come Cgil, sottolinea Barbi, ''pur esprimendo soddisfazione per l'accelerazione che il Parlamento sta profondendo per approvare una nuova, necessaria, legge elettorale, consideriamo, altresi', indispensabile che sulla nuova legge non vi siano ombre di incostituzionalita' che possano dar seguito a nuovi ricorsi e nuovi pronunciamenti della Corte Costituzionale. Le crisi del sistema politico-istituzionale che sta attraversando da troppo tempo il Paese - aggiunge - raggiungerebbe un punto di non ritorno se i cittadini fossero, nuovamente, chiamati a votare con un sistema che non rispetti fedelmente i principi costituzionali di rappresentativita' ed eguaglianza''.

L'auspicio del sindacato e' quindi, riferisce Barbi, ''che il Senato possa modificare ove necessario il testo licenziato dalla Camera al fine di rispettare le motivazioni della sentenza promulgata dalla Corte in cui, pur riconoscendo costituzionalmente legittimo l'obiettivo della governabilita' e della stabilita', si ribadisce che tale obiettivo non puo' essere perseguito a scapito dei principi costituzionali di rappresentanza e di uguaglianza del voto e che la sede esclusiva della rappresentanza politica nazionale sono le assemblee parlamentari e non i governi. E' altresi' necessario - conclude - che il Senato introduca i correttivi necessari a garantire un equilibrio di genere nella composizione delle liste che renda effettivamente possibile accedere alla carica elettiva in condizioni di eguaglianza''.

red/glr

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