sabato 10 dicembre | 17:54
pubblicato il 03/gen/2014 16:16

Legge elettorale: Ceccanti, optimum collegi uninominali e ballottaggio

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 3 gen - ''Renzi ha fatto bene a presentare tre proposte di riforma elettorale. Presentate a tutti, forze di maggioranza e di opposizione, richiamate cosi' ad una assunzione di responsabilita' alla luce del sole. E poi c'e' da dire che se avesse presentato un solo progetto e se fosse stato respinto ora saremmo punto e a capo. Cosi' invece c'e' un ventaglio di proposte con un obiettivo comune, quello della governabilita', che permette un confronto approfondito''. Ad affermarlo e' il professore Stefano Ceccanti, costituzionalista ed esperto di sistemi elettorali, che ha espresso una valutazione dal punto di vista tecnico, sia dell'efficacia sia della costituzionalita', sui tre modelli proposti da Matteo Renzi.

Le maggiori perplessita' il professore le riserva al modello spagnolo. Precisato che quello indicato da Renzi e' una variante del sistema in uso in Spagna perche' li' non esiste un premio di maggioranza diversamente da quanto previsto dal segretario Pd che ipotizza un 15% a favore del primo classificato, Ceccanti spiega che stante il quadro politico attuale caratterizzato da tre forze politiche ''equivalenti'', la votazione con collegi piccoli ma plurinominali avrebbe il risultato di ''riproporre la tripartizione degli schieramenti, con la conseguenza che il premio non sarebbe quasi sicuramente sufficiente a individuare un vincitore e una maggioranza di governo''.

Altro caso e' invece quello che preveda l'adozione di collegi uninominali che ''consegnano un solo vincitore''.

Dal punto di vista costituzionale, per Ceccanti c'e' poi da attendere le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale per capire ''se la Corte abbia precluso del tutto il ricorso alle liste bloccate o solo quelle che vanno oltre una certa lunghezza''. Se la bocciatura fosse totale, se riguardasse cioe' le liste bloccate in quanto tali perche' non permettono comunque la scelta dell'elettore, ''allora il sistema spagnolo non sarebbe adottabile''.

Dubbi di costituzionalita' non ci sono invece per gli altri due sistemi, il mattarellum rivisto e il doppio turno di lista o di coalizione nazionale.

Problemi vengono invece individuati dal punto di vista politico: anzitutto quello della indicazione di una maggioranza di governo la sera stessa del giorno del voto. Il mattarellum, sottolinea Ceccanti, col suo 75% di maggioritario uninominale e un premio di un 15% da reperire nel 25 per cento proporzionale che lascia un 10% come diritto di tribuna, ''di fatto aumenta il carattere maggioritario ma e' meno distorsivo del sistema inglese ma anche di quello francese che assegnano tutti i seggi col maggioritario''. E' in questo senso che Ceccanti definisce il premio del 15% come una ''clausola di garanzia maggioritaria''. ''E' vero -ammette- che non da' la sicurezza di avere sempre un vincitore e una maggioranza di governo, ma il rischio obbiettivamente e' molto ridotto''.

Dal punto di vista della governabilita', della sicurezza cioe' di individuare la maggioranza di governo,''l'unico sistema e' quello a doppio turno con il ballottaggio nazionale tra i primi due schieramenti: chi vince arriva al 55% dei seggi''. L'obiezione che al secondo turno non parteciperebbero le forze minori che potrebbero dunque astenersi, Ceccanti risponde che ''e' comunque data la possibilita' di tornare in gioco per il voto decisivo come avviene in tutti i ballottaggi'' tenendo presente che ''il sistema deve solo offrire l'opzione, non imporla''.

Quale soluzione appare la piu' idonea tenendo conto dei fattori, e dei problemi, politici, istituzionali e costituzionali? ''Ferma restando la necessita' di rivedere il bicameralismo paritario perche' sarebbe sempre presente il rischio di due maggioranze diverse'', per Ceccanti ''il sistema migliore sarebbe quello che unisce l'adozione dei collegi uninominali della seconda proposta (il mattarellum, ndr) col ballottaggio nazionale della terza (doppio turno di coalizione). L'unica obiezione che si fa a questo sistema e' che ci sarebbe un meccanismo maggioritario.

Ma e' un'obiezione sbagliata perche' in realta' non si fa altro che ampliare la quota del maggiorario -da 75 a 90- con la compressione della quota proporzionale''.

min/mau

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