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pubblicato il 21/gen/2014 13:46

Legge elettorale: Ceccanti, Italicum buon punto di equilibrio

Legge elettorale: Ceccanti, Italicum buon punto di equilibrio

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 21 gen 2014 - L'Italicum, il progetto di riforma elettorale presentato ieri da Matteo Renzi e' promosso da parte del costituzionalista Stefano Ceccanti, esperto di sistemi elettorali, membro della Commissione dei Saggi che era stata nominata dal Governo in tema di riforme.

Intervistato dall'Asca, il prof. Ceccanti la giudica un buon punto di equilibrio tra la capacita' di garantire la governabilita', il perseguimento del bipolarismo e la rappresentanza politica che non viene annullata.

Sulle obiezioni per la soglia, Ceccanti fa osservare che costituzionalmente e' corretta e che le critiche sarebbero invece condivisibili a livello politico, tenendo pero' presente che questo punto rappresenta un limite di accettazione per la destra di Berlusconi. Infondate vengono giudicate anche le obiezioni sui listini bloccati. Essenziale per la riuscita della riforma per Ceccanti e' poi il secondo capitolo che riguarda le riforme costituzionali sul bicameralismo e il Titolo V. D - Come valuta questa proposta di riforma elettorale?.

''La valuto molto bene perche' l'unica alternativa praticabile sarebbe di votare con la legge uscita dalla sentenza della Corte che obbligherebbe di nuovo a larghe intese nella prossima legislatura, uno scenario catastrofico nel rapporto con l'opinione pubblica''.

D - Le obiezioni che sono state fatte riguardano principalmente la soglia per fare scattare il premio ritenuta un po' bassa. C'e' chi propone di alzarla al 40%. Cosa ne pensa?.

CECCANTI - ''se l'obiezione e' di natura costituzionale mi sembra poco fondata perche' il 35% e' una soglia minima seria che prima mancava del tutto. Se l'obiezione e' di natura politica mi sembra anche condivisibile pero' o si convince Berlusconi che gia' cosi' l'ha accettata a fatica, perche' pensa che il suo elettorato non si mobiliti, oppure rischia di venir meno il consenso necessario di un grande partito di opposizione, che e' irrinunciabile''.

D - Altre obiezioni hanno riguardato le liste bloccate.

CECCANTI - ''Le obiezioni alle liste bloccate corte risentono di un'assenza di memoria storica, dato che il movimento referendario si affermo' nei primi anni 90 contro gli effetti clientelari e micro-correntizi del sistema delle preferenze, e di un'ottica provincialistica. Nessuna grande democrazia prevede la competizione interna dei partiti in simultanea a quella tra partiti e coalizioni. Gli strumenti di scelta democratica interna dell'ordine di lista, come in Germania e come in Toscana per le regionali, vanno previsti in una fase preventiva, magari incentivandoli con una regolazione pubblica per legge''.

D - E' stato detto che questa riforma e' in grado di realizzare il bipolarismo, pero' alcuni paventano un bipartitismo a danno della rappresentanza. Come stanno le cose?.

CECCANTI - ''La riforma ha cercato uno dei punti possibili di equilibrio tra governabilita' e rappresentanza, incentivando in modo forte le aggregazioni. A me sembra nel complesso un equilibrio positivo. Chi lo contesta o si muove dentro una logica veteroassembleare per cui le elezioni servirebbero solo a fotografare passivamente i voti senza un trasformatore di energia che porti il cittadino ad essere anche arbitro del Governo o fa sterile benaltrismo, astrattamente giusto ma privo di voti sufficienti in Parlamento''.

D - Questo ''Italicum'' come e' stato battezzato il modello diriforma garantisce lagovernabilita'? Il prof.

D'Alimonte che ha assistito Renzi, si dice convinto. Lei condivide?.

CECCANTI - ''Senz'altro si' per quanto dipende dalle leggi elettorali. E' un sistema che in ogni caso assicura una maggioranza in seggi. Resta poi una parte ulteriore, decisiva,'affidata alle riforme della Seconda Parte della Costituzione su sfiducia, scioglimento, corsia preferenziale per il Governo in Parlamento, superamento del bicameralismo ripetitivo e dei limiti del Titolo Quinto''.

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