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pubblicato il 14/gen/2014 10:31

Legge elettorale: Ceccanti, Consulta salva le tre proposte di Renzi

Legge elettorale: Ceccanti, Consulta salva le tre proposte di Renzi

+++Nonostante bocciatura Porcellum, Parlamento pienamente legittimo+++. di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 14 gen 2014 - Volendo fare una estrema sintesi delle motivazioni per cui la Corte Costituzionale ha bocciato il Porcellum, al di la' di quelle tecniche e giuridiche, si puo' affermare che la Consulta ha ravvisato elementi gravemente distorsivi dei processi democratici nella vita politica del nostro Paese. In sostanza, il Porcellum era un meccanismo antidemocratico. A questa riflessione si devono poi aggiungere valutazioni giuridiche e istituzionali che con la motivazione della sentenza, depositata nella serata di ieri, entrano in gioco in modo diretto e indiretto. Anzitutto, nonostante l'incostituzionalita' del Porcellum il Parlamento e' pienamente legittimo e legittimi sono i suoi atti. Cadono quindi tutte le riserve di illegittimita' che erano state sollevate da Grillo e dal M5S, ma anche dai settori oltranzisti di Forza Italia. Principale effetto indiretto, ma di peso rilevante, e' che tutti e tre i modelli di nuova legge elettorale in discussione in questi giorni e proposti da Matteo Renzi non sono colpiti dalla sentenza della Consulta, sia per le liste bloccate -corte nello Spagnolo come nella quota proporzionale del Mattarellum-, sia per il premio di maggioranza, purche' sia proporzionato e definito. Si puo' dunque dire che la Consulta ha in proposito seguito e proposto il criterio della ragionevolezza. Infine la Corte, come da lunga giurisprudenza, non ha lasciato alcun vuoto legislativo, come pure qualcuno affermava anche alla vigilia del deposito della motivazione.

Questo vuol dire che un sistema elettorale, dopo la demolizione del Porcellum e' rimasto in piedi: un proporzionale quasi puro con sbarramento al 4%. Un sistema certo non funzionale a garantire una governabilita', ma funzionante e in grado di evitare bene o male un vuoto che impedirebbe un ricorso alle urne. Ad analizzare la sentenza, con tutti gli scenari ora possibili, intervistato dall'Asca, e' il professore Stefano Ceccanti, costituzionalista, esperto di sistemi elettorali e membro di quella commissione di saggi che ha redatto un progetto di riforma istituzionale. ''Oggi sappiamo -spiega Ceccanti- che la sentenza della Corte sulla legge elettorale nota come il Porcellum ha anzitutto un effetto diretto. Voglio dire che cadono subito sia i premi di maggioranza, quello nazionale alla Camera e quelli regionali al Senato, che erano congegnati male, senza soglia e illimitati. Per di piu' la somma di quelli regionali al Senato era anche una vera e propria lotteria. Nello stesso tempo cadono anche le liste bloccate lunghissime che non consentivano la conoscenza tra eletti ed elettori''. D - In questo modo e' rimasto in piedi, come si era detto il 4 dicembre con la pubblicazione del dispositivo della sentenza, un sistema proporzionale, pressoche' puro. CECCANTI - ''La Corte non poteva lasciare un vuoto. Si', se sciogliessero le Camere oggi, si voterebbe con la proporzionale pressoche' pura e con la preferenza unica sia alla Camera sia al Senato. Certo sistemi costituzionali, ma altrettanto certamente disastrosi ai fini della governabilita' (la proporzionale quasi pura nella situazione data non e' in grado di individuare una maggioranza e assicurare governabilita') e con enormi controindicazioni sui costi delle campagne elettorali e sulla coesione interna delle forze politiche, dovuta alle preferenze da esprimere in circoscrizioni enormi''. D - Dal punto di vista dei tre modelli in campo per la riforma quali conseguenze ci sono?. CECCANTI - ''La sentenza, come dicevo, ha anche un effetto indiretto. Escludendo solo quel tipo di premi e quel tipo di liste, si salvano nel dibattito politico gia' entrato nel vivo tutti e tre i sistemi indicati da Renzi, oltre a molti altri pure possibili. E' salvo il simil-spagnolo perche' le liste bloccate sono corte e il premio e' limitato al 15 per cento. Salva anche la legge Mattarella rivista, perche' sono ammessi anche i collegi uninominali e perche' il nuovo dosaggio tra principio maggioritario e proporzionale (75% di collegi uninominali, 10% di quota proporzionale con un 15% come clausola di salvaguradia maggioritaria) inserisce comunque dei temperamenti. Salvo pure il doppio turno di coalizione perche' per assegnare il premio si prevede una soglia esigente del 40-45 per cento, in mancanza della quale si va ad un ballottaggio nazionale tra i primi due''. D - Ci sono altri effetti indiretti?. CECCANTI - ''Si', la sentenza consente per inciso di capire anche qualche altra cosa niente affatto irrilevante.

Ad esempio, restano in piedi tutte le leggi elettorali regionali perche' si tratta di livelli di rappresentanza non comparabili, dai premi senza soglia in unico turno alle liste bloccate corte della Toscana. C'e' poi da ricordare che gli effetti si producono solo per il prossimo Parlamento, il che vuol dire che l'attuale e' pienamente legittimato. C'e' ancora da osservare che dalla critica ai premi regionali per il Senato si ricava che, a Costituzione invariata, essendo quella Camera un'assemblea che da' la fiducia a un governo sarebbe ammissibile anche li', volendo, un premio nazionale.

Tutto questo porta a concludere che c'e' quindi ampia materia per muoversi nella direzione indicata dal presidente Napolitano gia' nello scorso dicembre, ossia nel solco della scelta maggioritaria del referendum del 1993, con i vincoli non invasivi ora precisati dalla Corte''. min/vlm

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