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pubblicato il 10/mar/2014 10:09

Legge elettorale: Brunetta, modifiche condivise ma non tirare corda

Legge elettorale: Brunetta, modifiche condivise ma non tirare corda

(ASCA) - Roma, 10 mar 2014 - ''Berlusconi e Renzi si erano originariamente intesi sul sistema a un turno unico che c'e' in Spagna''. Poi ''convennero che quel sistema spagnolo forse era troppo bello, troppo maggioritario. O magari non coincideva al cento per cento con la sentenza della Corte di cui il Capo dello Stato si faceva persuasore morale''. Cosi' Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un'intervista a La Stampa. Insomma, dallo spagnolo si e' approdati ad ''un sistema ibrido, con piccoli collegi di 5-6 candidati ma con distribuzione dei seggi a livello nazionale, recupero dei resti e turno unico. I ''numeri magici' del patto stipulato il 18 gennaio erano 5 e 35. A questo punto, sempre su ''moral suasion' del Colle, la seconda soglia venne innalzata al 37. E si introdusse il ballottaggio nel caso in cui quel 37 non venga raggiunto.

Infine, il 5 di sbarramento scese al 4,5''. L'accordo Renzi-Berlusconi, spiega Brunetta, ''si tradusse nel testo base approvato dalla Commissione affari costituzionali.

Prevedeva anche la riforma del bicameralismo perfetto e quella del Titolo V. Parte politica fondante di quel testo era la clausola secondo cui qualunque modifica si sarebbe potuta introdurre solo nel caso in cui entrambi fossero stati d'accordo''. Poi la legge e' cambiata di nuovo, continua l'ex ministro,''su richiesta di Renzi, nel frattempo diventato presidente del Consiglio, e dietro pressione di Ncd. E qui s'e' registrato il grande senso di responsabilita' da parte del presidente Berlusconi e di Forza Italia, che hanno dato via libera a una oggettiva ''deminutio' dell'Italicum, accettando di renderlo valido solo per la Camera''. Per quanto riguarda la rappresentanza di genere Brunetta rileva che ''nonostante le legittime pulsioni manifestate da molti parlamentari, ne' il Pd ne' Renzi hanno tutt'ora presentato a Berlusconi richiesta di ulteriori modifiche.

Potrebbero farlo, certo, ma i tempi sono ormai stretti. E comunque, se noi ritenessimo che la corda e' stata troppo tirata, non se ne farebbe nulla. Anzi, Berlusconi potrebbe rivendicare da Renzi la stessa generosita' che lui ha dimostrato: lo dico in vista del dibattito che ci sara' a Palazzo Madama... Ma al momento il dato importante e' proprio questo: il patto con Renzi e' stato finora rispettato da tutti. I cambiamenti sono stati sempre condivisi'' e ''questo accordo con Berlusconi e' una delle cose piu' limpide e nobili prodotte dalla politica italiana negli ultimi decenni''. red-fdv

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