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pubblicato il 27/gen/2014 08:36

Legge elettorale: ancora tira e molla, resta il nodo delle preferenze

Legge elettorale: ancora tira e molla, resta il nodo delle preferenze

(ASCA) - Roma, 27 gen 2014 - Oggi alle 13 scade il termine per presentare emendamenti al testo base della legge elettorale in discussione nella commissione Affari costituzionali della Camera. La discussione in Aula iniziera' mercoledi'. Ieri si sono riuniti per quasi l'intera giornata i 21 deputati del Pd che fanno parte di quella commissione (i renziani sono a appena 7). Si e' tentato di lavorare unitariamente ad alcuni emendamenti, riguardanti in particolare il problema delle preferenze e l'abbassamento delle quote per accedere in parlamento sia per i partiti che non fanno parte di coalizioni, sia per chi decide di farne parte. La minoranza del Pd resta in dissenso rispetto alle indicazioni dei renziani. Matteo Renzi interviene personalmente nelle polemiche con un twitter: ''I conservatori non mollano, resistono, sperano nella palude. Ma l'Italia cambiera', dalla legge elettorale al lavoro. Questa e' la volta buona''. Spiega il leader dei democratici: ''I mal di pancia, sono naturali. Ma il Pd ha deciso, indietro non si torna. Chi vuole riportare tutto sempre a capo, non sa quale occasione rischia di farci perdere''. In una intervista che compare oggi sul ''Messaggero'', Renzi aggiunge: ''Se si fanno le riforme, la legislatura puo' durare fino al 2018''. L'ala renziana del partito teme che in un eventuale voto segreto su alcuni emendamenti o sull'intero testo possano prevalere i franchi tiratori presenti, almeno sulla carta, anche tra i deputati del Pd dove ci sono molti critici di Renzi. Una convergenza tra franchi tiratori di diversa provenienza potrebbe portare ad affondare la nuova legge elettorale e di conseguenza gli altri obiettivi - trasformazione del Senato, riforma del Titolo V della Costituzione - che fanno parte del patto sottoscritto con Berlusconi. Il segretario del Pd replica pure ad Angelino Alfano, leader di Ncd e vicepremier, che dichiara ai microfoni delle tv: ''Per noi, l'obiettivo e' che l'elettore possa scegliere il deputato. E proprio perche' stiamo superando il Porcellum mi chiedo perche' fare torto agli italiani e tenersi la parte peggiore di quella legge elettorale. Non capisco proprio, e' inspiegabile. Per Forza Italia e' diventata una materia teologica, ed e' impossibile discuterne. Chiedo a Forza Italia di non fare questo torto agli italiani''. Alfano lancia un appello a Silvio Berlusconi: ''Faccia un regalo agli italiani in occasione dei vent'anni dalla sua discesa in campo: ridia la possibilita' di scegliere i propri parlamentari''. Il leader di Ncd attacca infine il partito di Renzi: ''Se il Pd sostiene Letta, il governo va avanti. In caso contrario no. Si riuniscano e decidano cosa fare, il Paese non puo' pagare le liti interne al Pd. Presentiamo intanto l'emendamento sulle preferenze''. A complicare ulteriormente la situazione ci pensano le dichiarazioni di Renato Brunetta. Dice il capogruppo della Camera, intervenendo nella trasmissione ''In mezz'ora'' su Raitre: ''Sulla legge elettorale alla fine ci sara' un accordo ampio o si cade gia' domani sera. E se si fa la legge elettorale si va a votare''. L'ex ministro replica cosi' alla conduttrice Lucia Annunziata che gli chiede se si debba necessariamente andare a votare dopo aver approvato nuove norme elettorali: ''Assolutamente si'. Se si carica la pistola, la pistola spara''. Rivela poi Brunetta: ''C'era gia' un accordo sottoscritto fra Berlusconi e Renzi, due giorni prima dell'accordo ufficiale. Era sullo spagnolo puro o sul Porcellum, che ritornava al bipolarismo. In comune Berlusconi e Renzi hanno grande senso politico ma hanno formazione cultura e sensibilita' completamente diverse: hanno in comune il cinismo, la politique d'abord, cioe' conta solo la politica''. In serata interviene Berlusconi con un videomessaggio: ''Dopo anni di insulti, forse abbiamo trovato l'interlocutore nel nuovo leader del partito principale che si oppone a noi. Ora speriamo di poter andare avanti sulle riforme e faremo di tutto per non rimanere delusi anche questa volta. Troppe volte la generosita' del centrodestra e' stata ripagata con l'odio politico dei nostri avversari. non sono le riforme di Renzi, ma le nostre stesse riforme sin dalla nostra discesa in campo 20 anni fa''. Nessun riferimento da parte del Cavaliere alle parole di Brunetta. Molto critico nei confronti di Renzi e' Nichi Vendola, che ieri ha concluso il Congresso di Sel: ''Caro Matteo, non dovevi dargli questo agio di tornare in cattedra a Berlusconi. Per questo siamo arrabbiati''. Il governatore della Puglia conferma i dissensi sul metodo con cui si e' arrivati alla proposta di nuova legge elettorale e sui contenuti che punterebbero a escludere la rappresentanza parlamentare delle forze minori: ''Berlusconi ha detto ''quella riforma e' firmata da me', rivelando cosi' l'autenticita' del suo copyright. Ogni volta che la sinistra moderata fa un giro di valzer con Berlusconi pensa di metterlo nel sacco, e invece...''. E' percio' gelo sulle relazioni tra Pd e Sel che si erano presentati insieme nelle ultime elezioni politiche. gar/cam

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