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pubblicato il 21/giu/2011 21:08

Lega/Primi effetti Pontida, si apre battaglia su delfino Bossi

Successo Maroni fa deflagrare scontro col 'cerchio magico'

Lega/Primi effetti Pontida, si apre battaglia su delfino Bossi

Roma, 21 giu. (askanews) - A due giorni da Pontida, esplode nella Lega lo scontro - covato da anni - tra il 'cerchio magico' e praticamente tutto il resto del partito. Uno scontro che dovrà determinare gli equilibri futuri del partito, e ovviamente il delfino di Umberto Bossi. Il pratone bergamasco ha incoronato Roberto Maroni, ma il 'Capo' per ora non accenna a volersi fare da parte: "La gente a Pontida urlava 'secessione' e non 'successione'. Sono ancora giovane". Ma la guerra di posizionamento è iniziata da tempo, e la prima battaglia campale si giocherà domani sull'elezione del capogruppo alla Camera. Una votazione dovuta, visto che l'incarico è arrivato a scadenza a fine aprile, ma che arriva proprio all'indomani di Pontida rischiando di provocare un altro scossone nella Lega: il posto di Marco Reguzzoni ('cerchio magico') alla guida del gruppo della Camera è fortemente a rischio, e in pole per la successione c'è Giacomo Stucchi. Un argomento posto all'ordine del giorno in una riunione di gruppo oggi all'ora di pranzo, presente anche Umberto Bossi, e che - si racconta - non ha visto opposizione da parte dello stesso Reguzzoni alla richiesta di convocare per domani un'assemblea per la nomina - o la conferma - del presidente. Lo stesso Bossi minimizza: "Dopo un anno vanno rifatte le elezioni", si limita a dire. E anche Reguzzoni spiega: "Vediamo domani, non penso succederà niente di trascendentale. E comunque deciderà Bossi". Ma al di là delle dichiarazioni di rito, lo scontro tra le due anime del Carroccio sembra essere arrivato all'epilogo. Da un lato il 'cerchio magico', ovvero i dirigenti più vicini 'fisicamente' al Capo: Rosi Mauro, Federico Bricolo, Francesca Martini, lo stesso Reguzzoni. Dall'altro lato, praticamente tutti gli altri: il ministro Roberto Maroni in primis, e poi Roberto Calderoli, Giancarlo Giorgetti, Flavio Tosi. Uno scontro sotterraneo da tempo in atto, ma che negli ultimi giorni ha subito una netta accelerazione: "A causa della 'incoronazione' di Maroni a delfino di Bossi arrivata da Pontida - spiega un deputato - che ha fatto uscire di testa gli avversari interni". Proprio a Pontida dal 'cerchio magico' sarebbe arrivata la richiesta di commissariare il partito in Veneto e in Lombardia, guidati rispettivamente da Giampaolo Gobbo e Giorgetti. Richiesta non accolta da Bossi, che oggi con i giornalisti prova a tenere bassa la portata dello scontro: "Sono tutte balle, non c'è stata alcuna richiesta". Così come Rosi Mauro nega di aver mai formulato un simile desiderio. Ma in realtà, a sentire i parlamentari vicini a Maroni, la richiesta c'è stata eccome. E il contrattacco è stato appunto la convocazione dell'assemblea di gruppo per far saltare Reguzzoni: "Maroni è determinato ad andare fino in fondo", assicura un deputato vicino al ministro dell'Interno. Tanto che potrebbe arrivare la richiesta di tornare al voto segreto per la scelta del presidente. Alla fine però, come sempre nella Lega, l'ultima parola spetterà a Bossi: "Se dirà che il capogruppo deve essere ancora Reguzzoni, sarà ancora Reguzzoni, ma è l'unica possibilità dell'attuale presidente. Se lascerà al voto dei deputati - spiega un deputato - il presidente uscente non ha chance di essere riconfermato e il nuovo capogruppo sarà Stucchi". Una scelta che potrebbe influenzare anche il clima nella maggioranza, visto che risente anche delle diverse posizioni rispetto all'alleanza con Silvio Berlusconi. Lealisti quelli del 'cerchio magico', molto più duri gli altri e i maroniti in primis. Ecco allora che per molti deputati avere Stucchi alla guida può significare avere più chance di incalzare il premier sul rispetto degli impegni di Pontida.

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