domenica 04 dicembre | 17:54
pubblicato il 11/apr/2012 07:18

Lega/ Maroni parla da leader, Bossi frena: Vedremo al Congresso

Ex leader si scusa per figlio, parla di complotto e prende fischi

Lega/ Maroni parla da leader, Bossi frena: Vedremo al Congresso

Bergamo, 11 apr. (askanews) - Ha parlato da vero leader Roberto Maroni, ma l'amatissimo Umberto Bossi c'è e incassa il sostegno, non del tutto scontato, dei suoi. Nonostante tutto. L'ex ministro dell'Interno è stato acclamato ieri dai quattromila "padani orgogliosi" convocati a tempi di record a Bergamo per dare una risposta immediata e numericamente significativa alla mazzata giudiziaria che ha travolto pezzi chiave della nomenklatura leghista e costretto alle dimissioni il senatùr, finora indiscusso "capo" assoluto. E ci è riuscito. Ma nella serata del riscatto leghista non c'è stata l'incoronazione del ministro dell'Interno, come qualcuno aveva ipotizzato alla vigilia. Il "grande condottiero" Bossi ha catturato ancora una volta la base padana parlando non da pensionando della Lega, ma da padre nobile vivo e vegeto, che rintuzza le accuse, si scusa e rilancia l'azione del movimento che ha fondato. Che va tenuto "unito". E che, come tante altre volte, si può " far rinascere". Se da una parte Bossi ha pronunciato i suoi "mea culpa" per i danni fatti alla Lega da "quelli che portano il mio cognome, mi dispiace tantissimo", ha detto, dall'altra Maroni ha infiammato i suoi, evocando "l'onta di essere considerati un partito di corrotti". L'ex ministro ha implicitamente proposto la sua leadership dettando l'agenda del rinnovamento interno (congresso federale anticipato a giugno), rinnovando la promessa di "pulizia" nel movimento e assicurando espulsioni eccellenti, in primis quella della "cerchista" e arcinemica Rosy Mauro, e anche, giovedì al consiglio Federale, quella di Belsito. Al primo round sulla futura leadership della Lega, Bossi non ha ostacolato né dato il via libera a quello che molti considerano il segretario in pectore. "Non è un traditore", ha detto parlando di Maroni ieri dal palco della Fiera dove si è svolto il "raduno dell'orgoglio padano". Ma alla precisa domanda se l'ex ministro dell'Interno è stato investito segretario ha replicato: "Stasera no. La Lega non funziona cosi. Vedremo al congresso federale...". Bossi ha comunque subito una mini contestazione quando ha affermato: "Siamo vittima certamente di una specie di complotto", beccandosi qualche fischio. D'altra parte, nonostante gli abbracci e i baci ostentati tra i due leader, veri o di facciata che siano, Maroni ha assicurato il suo appoggio a Bossi qualora si ripresentasse al congresso come candidato segretario federale. Segno forse che la partita non è scontata.

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Riforme
Referendum, seggi aperti in tutta Italia: sì o no a riforma Renzi
Riforme
Referendum,voto cattolico plurale:da no Family day a sì gesuiti
Riforme
Vigilia del voto, Sì e No si accusano di violare il silenzio
Riforme
Referendum, quante volte è cambiata la Costituzione dal '48 a oggi
Altre sezioni
Salute e Benessere
Sifo: in Italia 4 milioni di depressi. Ma solo 1 su 3 si cura
Enogastronomia
Nasce il Movimento Turismo dell'Olio
Turismo
Turismo, Franceschini: il 2017 sarà l'Anno dei Borghi
Lifestyle
Yocci, il Re della Torta di Carote e... il modo di essere
Moda
Gli angeli sexy di Victoria's Secret sfilano a Parigi
Sostenibilità
Smart City, modello Milano grazie a ruolo utilities
Efficienza energetica
Pesticidi: una minaccia per le api, colpito anche l'olfatto
Scienza e Innovazione
Ministeriale Esa, Battiston (Asi): l'Italia è molto soddisfatta
Motori
Audi A3 compie 20 anni, 3 generazioni e 4 milioni di esemplari