martedì 17 gennaio | 15:52
pubblicato il 24/mag/2012 15:00

Lega/ Maroni (dopo Bossi) non esclude ritiro da Parlamento

Il senatùr: Vogliamo indipendenza, nessuno faccia più il deputato

Lega/ Maroni (dopo Bossi) non esclude ritiro da Parlamento

Milano, 24 mag. (askanews) - La Lega fuori dai palazzi romani e concentrata sul territorio dove è nata e ha messo radici, il nord Italia. Dopo 25 anni dalla prima elezione di un leghista (Umberto Bossi) a Palazzo Madama e di presenza ininterrotta di esponenti del Carroccio in Parlamento, l'ipotesi di lasciare Roma e di non candidarsi alle prossime elezioni politiche, ventilata oggi da Roberto Maroni ("decideremo al Congresso") non è una suggestione di fantapolitica ma un'opzione concreta su cui sia Maroni sia Bossi ragionano da qualche tempo. Il primo a parlarne, esattamente un mese fa, è stato lo stesso Bossi in un comizio pre-elettorale a Como. "Spero sempre che nessuno vada a fare più il deputato a Roma, compreso me", disse allora Bossi in una delle poche uscite pubbliche dopo le sue dimissioni. "A posteriori - fu il suo ragionamento, peraltro allora pressoché ignorato dai giornali - andare a Roma è stato un errore". L'obiettivo dichiarato, in un momento di difficoltà conclamata dalla perdita di consensi alle amministrative in seguito alle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto l'anima stessa della Lega, Bossi e la sua famiglia, è di rilanciare il movimento: "Rinnoveremo la nostra proposta politica per tornare a prendere quei consensi perduti a queste elezioni e per aumentarli", ha detto oggi Maroni. Su come fare Bossi, il 24 aprile scorso, ancora prima di ricevere l'avviso di garanzia per truffa aggravata allo Stato, aveva già le idee chiare: "Il nord vuole l'indipendenza" e quindi bisogna fare "La guerra, la battaglia per la libertà del nord, che dopo tanti anni di Italia e di Roma ne ha piene le scatole". In quell'occasione Bossi rimpianse addirittura l'occasione persa per raggiungere l'obiettivo al numero 1 dello Statuto leghista, l'indipendenza della Padania. "Quando siamo andati sul Po e a Venezia - disse Bossi ai sostenitori comaschi - dovevamo lanciare la lotta di liberazione perché se gli dai tempo lo Stato si organizza". Ma anche lo stesso Maroni, solo una decina di giorni fa a Cesena, al Congresso della Lega Romagna, è stato altrettanto esplicito sulla "politica romana" ormai troppo lontana. "Non è detto - disse - che non passi presto la linea di non candidarci alle elezioni politiche e non mandare più i nostri rappresentanti al Parlamento".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Quirinale
Mattarella da oggi in Grecia in visita ufficiale
Nato
Mattarella:Nato straodinariamente importante per pace e sicurezza
Centrodestra
Salvini sfida Berlusconi su leadership. Cav: io ancora decisivo
Conti pubblici
Ue vuole manovra bis Italia, Gentiloni mercoledì da Merkel
Altre sezioni
Salute e Benessere
Salute: nuovi Lea in arrivo. In vigore dopo pubblicazione su G.U.
Motori
Vola il mercato dell'auto nel 2016, crescita a due cifre per Fca
Enogastronomia
Nel 2016 consumi alimentari fuori casa +1,1%, domestici -0,1%
Turismo
Nel 2016 Roma è stata la meta italiana preferita dagli europei
Energia e Ambiente
L'Enel porta energia "verde" all'ambasciata italiana di Abu Dhabi
Moda
Moda Milano, guardaroba Trussardi per l'uomo s'ispira ai tarocchi
Scienza e Innovazione
Avviata Consulta dei Presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca
TechnoFun
Rischi del web, ecco le 8 truffe che colpiscono gli italiani
Sistema Trasporti
Dal 26 marzo al via i nuovi voli da Milano-Malpensa