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pubblicato il 17/giu/2011 05:15

Lega/ Cresce attesa per Pontida, Bossi prepara sue "condizioni"

Nonostante i malumori della base, prevista alta partecipazione

Lega/ Cresce attesa per Pontida, Bossi prepara sue "condizioni"

Milano, 17 giu. (askanews) - Per la Lega è l'appuntamento più importante. E lo sarà in modo particolare in questa 27esima edizione, domenica 19 giugno, probabilmente uno dei più attesi dell'intera storia del Carroccio. Nonostante i malumori della base, la partecipazione si prevede alta: la curiosità dei militanti è alle stelle per conoscere "la sorpresa", la via d'uscita che indicherà il leader Umberto Bossi, che in queste ore sta preparando il discorso che pronuncerà alle 11,30 di domenica. Un messaggio studiato per serrare le fila del movimento, placare i mal di pancia sempre più evidenti dopo la sconfitta elettorale e i risultati del referendum e dettare le condizioni per proseguire nell'alleanza di governo al premier Silvio Berlusconi, che "ha perso la sua capacità di comunicare in tv" in "un Paese che non funziona". A Pontida giungeranno da tutto il nord tra i 180 e i 190 pullmann di militanti. E' qui, sul pratone del paesino della bergamasca, che dal 1990 una, due e perfino 3 volte l'anno, Bossi convoca i leghisti per il rituale incontro in cui annuncia al suo popolo la linea del Movimento e il Carroccio ritrova, soprattutto nei momenti di transizione, la propria identità e si reinventa. Da qui, dicono i leghisti, "è partito tutto, la Lega della prima ora". "Avanti verso la libertà", sarà lo slogan di quest'anno, con un simbolico video di uno sfrecciante treno Freccia Rossa dipinto però di verde proiettato accanto al solito mega palco di 50 metri su cui si susseguiranno gli interventi di decine di dirigenti leghisti. Tutt'attorno, la festa del Carroccio, con i 72 gazebi, le tende a base di salamella e bicchieri di vino e tutto il corollario simbolico fatto di miti rivisitati e tradizione. Sbaglia però chi, stando a quel che si dice nelle stanze che contano di via Bellerio, prevede contestazioni al Capo, Umberto Bossi. "Non è il posto giusto - dice un funzionario leghista della prima ora - eventuali contestatori sarebbero interpretati come disturbatori che vogliono rovinare la festa di famiglia per dare fastidio. Finirebbero masticati dalla gente". E a stoppare sul nascere possibili tentazioni frondiste, è stato pochi giorni fa l'assessore regionale veneto Franco Manzato, che ha avvertito: "La Lega ha un solo leader che si chiama Bossi. Chi non è d'accordo sulla tavola dei dettami di Pontida esca e vada nel terzo polo, nel girone degli incerti o degli eretici".

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