lunedì 27 febbraio | 11:33
pubblicato il 18/mag/2012 05:10

Lega cerca di resistere a bufera, "ripartire in fretta"

Magistratura faccia presto, in Lega 2.0 deciderà la base

Lega cerca di resistere a bufera, "ripartire in fretta"

Gemonio (Va), 18 mag. (askanews) - Umberto Bossi tace, Roberto Maroni ha fretta di voltare pagina, concludere la "pulizia" e lanciare la Lega 2.0. Sperando che le vicende giudiziarie che hanno travolto Bossi e famiglia non lascino troppe macerie. Il senatùr non ha rilasciato dichiarazioni per tutto il giorno, all'indomani dell'avviso di garanzia ricevuto per truffa aggravata ai danni dello Stato. E ha evitato i giornalisti che lo hanno aspettato sin dal primo mattino davanti alla sua villetta di Gemonio. Bossi ha poi trascorso il resto del pomeriggio chiuso in via Bellerio, dove a parte Roberto Calderoli (e il figlio, Riccardo) tra i dirigenti leghisti non si è visto nessuno. Roberto Maroni, che si è detto "molto rattristato" per la vicenda, ha descritto l'ex capo "con il morale sotto i piedi". Ma il suo obiettivo, ora, è chiudere la vicenda giudiziaria il più in fretta possibile, lasciarsi alle spalle la tornata elettorale deludente e ripartire per una pulizia interna "vera e non di facciata", fatta, dicono i suoi, "senza guardare in faccia a nessuno". "Ci appelliamo alla magistratura - ha detto oggi Maroni - Non parlo di complotti. Conosco la Procura di Milano. Il procuratore lo conosco e lo stimo. Chiediamo solo di fare in fretta perché queste vicende devono essere risolte rapidamente". "Mi pare che l'imputazione sia relativa al fatto che lui ha firmato il bilancio - ha detto Maroni a Tgcom - E se è questo è solo una responsabilità formale. Perché il bilancio l'ha firmato fidandosi di chi lo presentava. E' una cosa che non ha fatto piacere né a lui, né a me, né a nessun leghista. La Lega ha iniziato a fare pulizia. Bossi e suo figli si sono dimessi. E l'opera di pulizia continuerà finche é sarà necessario". L'ex ministro dell'Interno ha spostato il dibattito sulle prossime scadenze del movimento, in primis i congressi lombardo e veneto, promettendo democrazia interna: "Sono sempre stato contrario a imposizioni di nomi dall'alto - ha scritto replicando ad alcuni post dei suoi sostenitori su Facebook - e questa volta i delegati saranno davvero liberi di scegliere tra chi deciderà di candidarsi. Questa è la regola aurea della Lega 2.0: decide la base". Per la guida della Lega lombarda sia i maroniani sia i bossiani concordano nel ritenere favorito Giacomo Stucchi rispetto a Matteo Salvini, anche se i giochi sono ancora da chiudere. Mentre appare scontata l'elezione di Tosi in Veneto. Una cosa è certa, assicurano i "barbari sognanti". "Nella Lega che conta troverete i Tosi, i Salvini, gli Zaia. I nomi vecchi non ci saranno più".

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