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pubblicato il 06/feb/2013 11:35

Lazio: Storace, fisco giu' salute su, ecco la Regione dal 2013

(ASCA) - Roma, 6 feb - ''Sara' una regione molto appassionante quella che ripartira' fra tre settimane.

Avranno piu' diritti i cittadini, avranno piu' doveri e meno privilegi i politici, cureremo meglio i malati, il fisco locale sara' attenuato, le imprese avranno piu' opportunita' per creare lavoro, Roma sara' piu' competitiva, le province del Lazio non saranno trascurate. Sara' un vero e proprio capitale a disposizione di tutti, un capitale chiamato regione. Torniamo per rappresentare una coalizione a cui abbiamo restituito compattezza, sul fronte avverso le alleanze si sono sbriciolate come neve al sole''. E' quanto scrive sul sito de La Destra e su Il Giornale d'Italia, Francesco Storace, candidato alla presidenza della Regione Lazio.

''Quattro i macroobiettivi che indichiamo sulla nostra rotta: fine di un'epoca caratterizzata da troppi anni dai privilegi della politica - aggiunge Storace - che non e' un'esclusiva del Lazio; stop al commissariamento della sanita' per una regione che torni finalmente sovrana nelle sue decisioni anche attraverso la rinegoziazione del suo debito, di duecento volte inferiore a quello dello Stato; riduzione del carico fiscale come leva per far ripartire consumi ed economia; sostegno ai ceti sociali piu' deboli, particolarmente esposti ai colpi della globalizzazione''.

''Ecco - continua Storace - il Lazio in cui vogliamo credere e' quello che rialza la testa dopo scandali che hanno visto finire meritatamente in galera chi li aveva provocati con le troppe bugie raccontate ai loro inquirenti. Il Lazio che riparte e' quello che conta le persone da salvare negli ospedali e nel territorio e non solo i denari che servono; il Lazio che cresce sara' quello che semplifichera' la vita delle aziende; che alleggerira' il carico fiscale; che le accompagnera' in Europa a premiare talenti, progetti e competenze; che assistera' i produttori della nostra economia di fronte al mondo del credito con la propria banca istituzionale, significativamente opposta quanto a finalita' a quelle di partito che intascano i soldi dei contribuenti italiani''. com/gc

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