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pubblicato il 19/feb/2013 16:18

Lazio: Confagricoltura a candidati, imprese chiedono meno burocrazia

(ASCA) - Roma, 19 feb - ''L'agricoltura deve tornare al centro delle politiche di sviluppo della Regione Lazio. Da troppo tempo questo comparto e' stato dimenticato e lasciato a se' stesso. Per questo Confagricoltura Roma ha elaborato un documento che ha inviato a tutti i candidati alla presidenza della Regione Lazio. Minore burocrazia, piu' conoscenza e piu' infrastrutture: questo chiedono le imprese laziali. Una serie di proposte che, se condivise, ci auguriamo possano costituire la base per rilanciare lo sviluppo e la crescita dell'economia laziale''. E' quanto dichiara Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura di Roma - Unione Provinciale Agricoltori.

''Oggi - prosegue Giansanti - l'agroalimentare in Italia rappresenta il 15% del Pil, che rafforza il proprio ruolo di leadership nella nostra economia, trainando la nostra economia. Occorre ripartire da un rafforzamento organizzativo e competitivo delle imprese agricole attraverso il potenziamento dell'offerta agroalimentare al fine di favorire lo sviluppo e la competitivita' del nostro territorio''.

''Per superare questo stato di difficolta' e avviare un'operazione di rilancio del ruolo dell'agricoltura laziale - sottolinea Giansanti - la Confagricoltura di Roma ha elaborato un Piano di interventi costituito da proposte concrete per lo sviluppo di un settore vitale per il futuro della nostra regione: favorire la realizzazione di reti di impresa con politiche di accesso al credito e di defiscalizzazione di tutta la filiera; realizzare infrastrutture primarie per l'agroalimentare, come i centri di logistica, che possono essere finanziati con la dismissione dell'enorme patrimonio agricolo di proprieta' della Regione; snellimento della burocrazia attraverso la stesura di un codice unico sull'agricoltura; messa a sistema dell'enorme patrimonio di conoscenze che ci sono nel Lazio, dalle tante Universita' alle tre organizzazioni delle nazioni unite con sede a Roma (Fao, Pam e Ifad)''. ''Tutte proposte a costo zero - conclude Giansanti - che possono portare la nostra Regione a valorizzare una grande risorsa inespressa come l'agroalimentare, e farne il volano per il rilancio economico del Lazio''.

com/rus

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