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pubblicato il 20/ott/2012 14:30

Lavoro/Idv-Sinistre in piazza con Cgil. Vendola:Protesta giusta

A san Giovanni il fronte del no a Monti-Fornero.Bersani:comprendo

Lavoro/Idv-Sinistre in piazza con Cgil. Vendola:Protesta giusta

Roma, 20 ott. (askanews) - Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Pdci in piazza san Giovanni con la Cgil per protestare contro le politiche del lavoro Fornero-Monti. Con sostegno esplicito e formale anche da parte del leader Sel Nichi Vendola. E la partecipazione di una parte non poco significativa del Pd, rappresentata a Roma dall'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano che del Pd è oggi il capogruppo in commissione Lavoro. Quanto a Bersani, dalla lontana Cernobbio dove è ospite di Coldiretti, il segretario del Pd non si mostra nè lontano nè indifferente alla piazza che sfila contro leggi che anche il suo partito alla fine e con non pochi mal di pancia, ha approvato. "La Cgil - ha detto Bersani - ha buone ragioni di essere in piazza. Io quando sento obiezioni, rispetto al fatto di andare in piazza non sono d'accordo perché penso che anche il disagio e la sofferenza devono essere raffigurati ed avere momenti di interpretazione". Più diretto, seppure anch'esso proveniente dall'altro capo del Paese, il sostegno alla protesta voluta sa Susanna Camusso, del leader Sel Nichi Vendola, impegnato oggi in Sardegna nella sua campagne per le primarie. "Non è un caso - ha affermato- se oggi e domani ho scelto per la campagna per le primarie di essere in Sardegna: e' uno dei simboli drammatici in cui versa il mondo del lavoro nel nostro Paese. Ee e' anche il mio modo simbolico per aderire e per sostenere le mille ragioni che hanno portato oggi la Cgil in piazza a Roma. L'Italia ha bisogno di una politica industriale vera, che punti sull'innovazione, sulla ricerca, sulla riconversione produttiva". "Uno degli impegni che voglio assumere per queste primarie e per il futuro governo di centrosinistra - ha proseguito Vendola- e' quello di rimettere il lavoro al centro . Al centro del dibattito, al centro della nostra politica, al centro del sistema produttivo italiano. Perche' dobbiamo riparare ad un trentennio di sbornia liberista che ci raccontava che il lavoro costava troppo, che bisognava comprimere i diritti, quasi come se i lavoratori fossero un impiccio per le imprese. E un primo passo per la tutela dei diritti sono anche i referendum contro l'abrogazione dell'articolo 18 e dell'articolo 8 contenuto nella legge Tremonti-Sacconi, che di fatto hanno compromesso diritti fondamentali e la stessa vigenza del contratto collettivo nazionale". (segue)

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