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pubblicato il 27/mar/2014 13:11

Lavoro: Taddei (Pd), governo elabora contratto con tutele crescenti

(ASCA) - Roma, 27 mar 2014 - ''Il governo sta lavorando a un nuovo contratto di assunzione a tempo indeterminato, a tutele crescenti, che prevedera' una riduzione dei contributi sociali a carico dei datori di lavoro''. Lo afferma il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, in un'intervista esclusiva al settimanale ''l'Espresso'' in edicola domani.

Taddei risponde a chi sostiene che il Jobs Act porti a un ulteriore aumento della precarieta': ''I critici avrebbero ragione se l'intervento del governo si limitasse a questo.

Invece il Pd ha scritto una proposta per la futura legge delega che prevede il contratto a tutele crescenti e la riforma degli ammortizzatori sociali, destinati a tutti, anche ai precari. Questi due pilastri renderanno stabile il mondo del lavoro'', afferma Taddei. L'economista spiega che il decreto Poletti ''e' una misura emergenziale, studiata per dare una scossa al sistema, che ne ha bisogno, visto che persino la Grecia crescera' piu' di noi. Mentre il disegno di legge delega ha l'ambizione di creare un mondo del lavoro equo e stabile''.

Tra le principali novita' che saranno contenute nel futuro contratto, Taddei ne menziona alcune: ''Alle imprese sane offriremo l'opportunita' di assumere con il contratto a tutele crescenti, a tempo indeterminato da subito, beneficiando di una riduzione dei contributi sociali, ma impegnandosi a corrispondere un'indennita' al lavoratore qualora si interrompa il rapporto. Sara' simile al contratto di apprendistato, ma applicato anche a chi ha piu' di trent'anni. Inizialmente l'imprenditore spendera' la meta' di quanto ora sborsa per un dipendente a tempo indeterminato e un terzo rispetto a uno a tempo determinato''.

Il contratto potra' avere ''declinazioni settoriali su base territoriale'', aggiunge il responsabile Economia del Pd, ricordando che ''l'apprendistato e' centrale in Paesi simili al nostro, con un alto tasso di industria manifatturiera, come la Germania o l'Austria, eppure in Italia solo il 2 per cento dei nuovi contratti e' di questo tipo. Per giunta i livelli di stabilizzazione sono bassissimi - 30 per cento - e non per merito delle botteghe artigiane, ma delle multinazionali come McDonald's, che converte il 90 per cento dei precari in lavoratori a lungo termine. Ci sono regole che frenano gli artigiani, perche' hanno paura della burocrazia. Liberalizzare e' il primo passo per convincere gli scettici ad assaggiare questo sistema di assunzione. E dimostrare che funziona''.

com-sgr/cam/ss

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