giovedì 08 dicembre | 18:03
pubblicato il 21/gen/2014 17:59

Lavoro: Regioni, va modificato il decreto su ammortizzatori sociali

(ASCA) - Roma, 21 gen - ''Bisogna superare la deroga verso un sistema di protezione universale che non faccia differenze tra lavoratori di serie A o di serie B, e cioe' in relazione al numero di addetti della loro azienda''. Lo ha dichiarato il coordinatore della materia lavoro della Conferenza delle Regioni, Gianfranco Simoncini, in un'audizione in Commissione al Senato sugli ammortizzatori sociali in deroga, esprimendo il parere negativo della Conferenza delle Regioni sul decreto sui nuovi criteri di accesso.

''Per far questo e' innanzitutto necessario garantire la copertura finanziaria recuperando la grave incertezza sociale procurata nel corso del 2013 a molti cassintegrati, che ad oggi non sanno se potranno ricevere o meno le loro indennita'. Ben 11 regioni - ha ricordato Simoncini - hanno sospeso le autorizzazioni e manca un miliardo e settanta milioni per coprire le richieste giacenti nelle Regioni.

Quindi e' indispensabile coprire il fabbisogno complessivo per i prossimi anni fino alla riforma. Inoltre serve una modifica sostanziale dei criteri previsti dalla bozza di decreto ministeriale evitando la pesante penalizzazione dei giovani. Colpisce che mentre si parla di garanzia giovani si riducano le protezioni sociali dei settori piu' deboli del mercato del lavoro. C'e' anche il rischio paradossale di restringere le protezioni nella cassa integrazione che e' fondamentale per evitare licenziamenti di fronte a situazioni di crisi temporanea, mentre viene allargata la platea e il tempo di copertura della mobilita'''.

Secondo Simoncini ''nel 2014 bisogna dare piu' certezze.

Non puo' riproporsi l'attuale situazione nella quale chi prima arriva ha la copertura dell'ammortizzatore e chi arriva dopo no. E' una situazione indegna di un paese come l'Italia.

Si devono dare criteri certi e diritti uguali per tutti, evitando da un lato la rincorsa alle richieste e dall'altro pesanti sperequazioni ed ingiustizie di trattamenti dei lavoratori. Siamo molto preoccupati - ha concluso Simoncini - se perdura questo stato di incertezza. Se non arrivano risposte positive, senza certezze su criteri e risorse, ma anche di procedure certe che non ci riducano ad un ruolo di meri esecutori senza possibilita' di dare risposte sociali, le Regioni sono pronte a restituire le competenze amministrative allo Stato. Per senso di responsabilita' proponiamo quindi modifiche al decreto, su criteri, risorse e procedure''.

rus/mau

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