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pubblicato il 22/set/2014 19:50

Lavoro, pronti emendamenti minoranza Pd,domani vertice correnti

Renziani attaccano: sulla linea misuriamoci in Direzione Di Francesca Galante Roma, 22 set. (askanews) - La minoranza Pd si prepara alla battaglia sulla legge delega per la riforma del mercato del lavoro. I senatori dem hanno messo a punto gli emendamenti per l'aula del Senato dove il provvedimento e' calendarizzato per la prossima settimana ma sull'inizio delle votazioni per ora non e' stato decisa ancora una data il che significa che si potrebbe attendere la direzione del partito del 29. Contratto unico a tutele crescenti ma che preveda anche il reintegro, limiti al demansionamento, limiti all'abuso dei voucher, semplificazioni e riduzione delle tipologie di contratti precari e risorse aggiuntive per gli ammortizzatori sociali per la disoccupazione.

Questi sono i punti contenuti nelle proposte di modifica alla riforma del governo.

Lo scontro in atto da giorni nel Pd si misura insomma nel merito delle proposte che la componente di minoranza ha messo nero su bianco. "Ci devono essere margini per delle modifiche e su questi emendamenti sara' difficile per il governo dire no" spiega Alfredo D'Attorre secondo il quale anche tra chi ha votato a favore in commissione c'e' un crescente disagio. "Si tratta di emendamenti riformisti - prosegue - non propongono un sistema statico ma un allargamento delle tutele, come nelle ipotesi iniziali del Pd, certo non si puo' pensare di rinviare la tutela dell'articolo 18 dopo 10 anni di contratto, si puo' ragionare se introdurla dopo il terzo ma non troppo oltre, non si puo' pensare a un periodo di prova che dura dieci anni".

Domani prima dell'Aula si riunira' il gruppo del Pd al Senato per definire la linea ma in queste ore gli incontri sono a tutti i livelli. Una riunione 'ristretta' di tutte le correnti di minoranza del Pd si terra' domani mattina a Montecitorio per provare ad articolare una opposizione piu' efficace. Questa secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti l'intento dell'incontro. Da tempo diversi esponenti della minoranza hanno sollevato l'esigenza di un coordinamento delle opposizioni interne al Pd, Pippo Civati e Francesco Boccia tra questi. Domani ci sara' un primo giro di tavolo anche se non tutti sono d'accordo a dar vita a un fronte unico delle opposizioni. Tra gli invitati ci sono Civati, Boccia, Stefano Fassina, Gianni Cuperlo, Cesare Damiano, Rosy Bindi, Alfredo D'Attorre, Vannino Chiti. "Il tentativo - spiega qualcuno di loro - e' di andare oltre le correnti uscite dal congresso e sparigliare anche rispetto ai temi". Il ragionamento e' che queste correnti unite possono rappresentare il 30-35% del Pd anche se finora in Direzione le percentuali di consenso alle proposte del segretario Matteo Renzi sono state molto piu' basse. E da questo punto di vista la nuova segreteria plurale varata dal premier ha contribuito a mantenere unito il partito e a tenere a bada il dissenso interno. Ma il disagio provocato dalla riforma del mercato del lavoro ha convinto piu' di uno a rompere gli indugi e a provare a costituire un fronte piu' solido di opposizione interna che domani si misurera' in un primo vertice.

Sempre domani, verso le 20,30, il capogruppo Roberto Speranza ha convocato l'assemblea di tutti i parlamentari di area riformista, la componente di minoranza che ha adesso anche due membri nella segreteria 'plurale' del Pd. Un'occasione per fare il punto non solo sulla riforma del mercato del lavoro ma anche sulla legge di stabilita'. Nonostante il botta e risposta andato avanti tutto il giorno tra renziani e minoranza piu' d'uno si dice comunque ottimista sulla possibilita' di trovare un'intesa, cosi' come successe per il decreto Poletti. "Se la minoranza del Pd vuole discutere degli emendamenti le porte sono apertissime. Se c'e' invece la volonta' di dettare una diversa linea - avverte andrea Marcucci -, la direzione e' la sede naturale per un confronto e per un voto".

Gal

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