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pubblicato il 05/apr/2012 21:00

Lavoro/ Pdl chiede 'cambio passo' e apre nuovo fronte su fisco

Alfano: Più flessibilità entrata. Proposte su Imu, Iva e debito

Lavoro/ Pdl chiede 'cambio passo' e apre nuovo fronte su fisco

Roma, 5 apr. (askanews) - Doveva essere il campo minato del Pd e invece dalle parti di Bersani si tira un sospiro di sollievo sull'articolo 18. E dunque figurarsi se adesso il Pdl può permettersi di finire 'cornuto e mazziato' proprio sulla riforma del lavoro. Così, dopo aver siglato il 'patto tra gentiluomini' sulla nuova versione del testo nel corso dell'ultimo vertice ABC con Monti, il segretario Angelino Alfano ha fatto sentire la voce del partito e ha chiesto che in Parlamento si "cambi passo" e si modifichi il testo in modo da "garantire nuova occupazione" e andare "incontro alle preoccupazioni manifestate dalle imprese". Leggi: maggiore flessibilità in entrata. D'altra parte nel Pdl in molti hanno borbottato per un'intesa che è parsa fin troppo utile alla causa interna del Pd. E la posizione rilanciata da Alfano rispecchia la necessità di contemperare da una parte l'esigenza di ribadire che il sostegno al governo Monti non è in discussione e dall'altra quella di cercare di tenere in vita il senso di identità di un partito che continua ad essere attraversato da tensioni interne e che deve pur sempre affrontare il test delle amministrative. Un po' tutti i big del partito, infatti, oggi hanno sottolineato la necessità di procedere sì "rapidamente" all'esame del testo (si comincia martedì in commissione Lavoro al Senato), ma anche di "evitare - come ha osservato il capogruppo a palazzo Madama, Maurizio Gasparri - che le suggestioni della sinistra prevalgano, per garantire al mondo delle imprese, soprattutto quelle piccole e medie, la permanenza di elementi di flessibilità". Ancora più esplicito il presidente dei deputati Pdl, Fabrizio Cicchitto, che ha annunciato che il partito riproporrà in Parlamento le modifiche a favore della flessibilità in entrata nel mercato del lavoro che non sono state inserite nel ddl. Ma il partito di Alfano è già pronto ad aprire un altro fronte su cui 'tampinare' il governo e, non a caso, sceglie un terreno di particolare presa sugli elettori: quello dell'eccessiva pressione fiscale. Già Silvio Berlusconi, durante l'ultimo l'Ufficio di presidenza del Pdl, aveva cominciato a battere su questo punto: l'aumento dell'Iva al 23% - aveva detto - deprimerà i consumi, le famiglie sono costrette a fare i conti con Imu, Irpef e aumento della benzina e in più la situazione delle imprese è drammatica e c'è una gara a delocalizzare. Tema che è stato dunque non a caso rilanciato oggi anche dal segretario del partito Angelino Alfano, in vista del varo della delega fiscale da parte del Consiglio dei ministri. "La pressione tributaria sulle famiglie italiane - ha sottolineato - è divenuta insostenibile. Per questo, conto di illustrare al presidente Monti tre punti per noi fondamentali: rateizzazione e transitorietà dell'Imu, no all'aumento dell'Iva, piano di abbattimento del debito pubblico".

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