martedì 17 gennaio | 18:26
pubblicato il 04/apr/2012 07:49

Lavoro/ Monti: Serve un sì veloce

A la Stampa:Rilevanti non solo contenuti,anche tempi approvazione

Lavoro/ Monti: Serve un sì veloce

Roma, 4 apr. (askanews) - Il presidente del Consiglio Mario Monti spinge sull'acceleratore della riforma del mercato del lavoro sottolineando che per l'impatto complessivo del provvedimento sull'economia italiana non conteranno solo i contenuti ma anche i tempi di approvazione da parte del Parlamento. In un'intervista concessa al direttore della Stampa Mario Calabresi il premier anticipa che "Il disegno di legge che è in corso di finalizzazione da parte del governo non si discosterà significativamente da quanto è stato tratteggiato nel documento che varammo al Consiglio dei ministri" e specifica che il provvedimento sarà sottoposto al capo dello Stato? "Al più presto". In che tempi pensa possa essere approvato? "Molto rilevanti per l'impatto complessivo della riforma - risponde Monti - non sono soltanto i suoi contenuti ma anche la velocità con la quale il Parlamento svolgerà il suo doveroso e attento esame. Se, anche senza il decreto legge, i tempi saranno rapidi allora questo gioverà molto e servirà a mostrare all'Italia e al resto del mondo che il processo di riforme non ha subito un momento di arresto. importante non perdere il "momentum"". Cosa chiederà ai leader politici nei suoi incontri? "Nelle prossime ore cercheremo di avere un alto grado di consenso delle tre principali forze politiche in modo da avere la fondata attesa di un percorso rapido e non tale da mutare la fisionomia del disegno di legge". Ma come è possibile conciliare l'alto grado di consenso con la scelta di non modificare significativamente il disegno di legge? "Noi - risponde ancora Monti - consideriamo esaurita la fase di consultazione con le parti sociali, sappiamo che ogni partito ha il suo retroterra in termini di parti sociali e di culture, ma penso che ogni leader dovrà esercitare capacità di leadership, senza aspettare che il cento per cento del suo mondo di riferimento sia d'accordo con lui. Ma quando parlo di alto grado di consenso mi riferisco al rapporto tra i tre partiti e il governo, un accordo per dare una fiduciosa speranza che il percorso sia abbastanza scorrevole, pur tenendo conto che di mezzo ci sono le elezioni amministrative e che questo non semplifica né il calendario né la serenità dei lavori". Pensa che questo obiettivo potrà essere raggiunto? Se riusciremo in questo, facendo appello ancora una volta a quel notevole grado di responsabilità di cui hanno dato prova i partiti che ci sostengono, allora non solo avremo portato a casa in tempi ragionevoli la quarta e cruciale riforma ma lanceremo un ulteriore segnale di fiducia anche all'estero. E questo significherebbe che l'Italia sta davvero cambiando, al di là di questo particolare e breve governo". E' necessario un nuovo vertice con i partiti di maggioranza su questi temi? "Vertici - risponde il presidente del Consiglio - ce ne sono stati e ce ne saranno, il fatto che mi incontri con i tre leader di partito non deve essere considerato un segnale di emergenza, è assolutamente naturale".

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