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pubblicato il 24/giu/2013 12:29

Lavoro: Letta,da Cdm verranno misure importanti ma serve anche Ue(1 upd)

(ASCA) - Roma, 24 giu - Per il mercato del lavoro nel nostro Paese ''molto ancora c'e' da fare. L'Italia e' caratterizzata da alte tasse sul lavoro e da una tutela del lavoro squilibrata. Inoltre, e' stata anche innalzata l'eta' di pensionamento. La combinazione di questi fattori ha fatto pagare l'onere dell'aggiustamento principalmente ai giovani''. Alcuni di questi problemi ''li possiamo risolvere a livello nazionale'', tanto che ''questa settimana il mio governo adottera' misure importanti per ridurre il costo del lavoro sulle nuove assunzioni, riorganizzare i centri pubblici per l'impiego, semplificare l'apprendistato e aumentare la flessibilita' in entrata''. Lo afferma il presidente del Consiglio Enrico Letta in un articolo sul Finacial Times nel quale si aggiunge che pero' ''deve esserci anche una dimensione europea, che si focalizzi sugli strumenti per aiutare i giovani a trovare un lavoro o iniziare la formazione''. Per il premier ''dobbiamo basarci sul lavoro della Commissione europea e del Presidente del Consiglio europeo e rendere la Garanzia per i Giovani operativa dal prossimo anno al fine di garantire che ogni persona sotto i 30 anni riceva un'offerta di lavoro, un'opportunita' formativa o un tirocinio entro quattro mesi dalla fine dell'istruzione o del lavoro precedente''.

Letta spiega che almeno 15 milioni di europei sotto i 30 anni non studiano, non frequentano corsi di formazione, non lavorano. In totale corrispondono a un paese di media grandezza dell'Unione Europea. In Italia, sono 2,2 milioni: uno ogni quattro giovani. Le conseguenze di questa situazione, avverte il premier, ''non possono essere ignorate. La disoccupazione all'inizio della carriera lascia ferite permanenti sulle opportunita' e i guadagni del futuro.

La perdita di capitale umano che ne deriva e' una minaccia al potenziale di crescita e, con l'ascesa del populismo, pone la questione della sostenibilita' del nostro modello sociale e della stabilita' dei nostri sistemi democratici''. E' per queste ragioni, sostiene Letta, che il tema della disoccupazione giovanile e' ormai all'ordine del giorno per i leader europei. ''Alla riunione del Consiglio europeo di questa settimana - sottolinea Letta - siamo chiamati a trovare un accordo su un insieme di misure comuni e sulla creazione di un quadro per rafforzare le azioni a livello nazionale. Una soluzione al problema della disoccupazione giovanile, infatti, potra' giungere solo da una combinazione di iniziative nazionali e comunitarie''.

Per questo i ministri delle Finanze e del Lavoro di Francia, Germania, Italia e Spagna si sono incontrati recentemente a Roma per discutere possibili azioni comuni, ricorda il presidente del Consiglio. ''Finora - spiega - avevano lavorato a parte: gli uni concentrandosi sui bilanci, gli altri sulle riforme del lavoro. Ma questi due aspetti sono legati: non avremo crescita economica e riduzione del debito senza riforme strutturali nei mercati del lavoro. Allo stesso tempo, le riforme saranno socialmente e politicamente insostenibili senza crescita e occupazione''.

Per Letta la cosa da fare, come singoli Paesi e insieme, per favorire la crescita e alleviare la crisi del lavoro giovanile ''e' tanto semplice quanto difficile da realizzare: riavviare la crescita, ma senza il vecchio strumento della spesa a deficit. La crescita basata sul debito si e' dimostrata di corto respiro. L'Italia ha abbattuto il suo disavanzo al di sotto della soglia di riferimento UE del 3% del PIL, dopo grandi sforzi collettivi, e non tornera' alle pratiche del passato. La crescita - prosegue - verra' dalla rinnovata fiducia, dalla promozione degli investimenti e dalla ripresa dei prestiti alle nostre imprese, soprattutto piccole e medie. In Italia, la decisione attesa da tempo di pagare loro i debiti dovuti dalla pubblica amministrazione sta gia' fornendo liquidita' alle imprese''.

fdv

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