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pubblicato il 08/gen/2013 16:45

Lavoro: Di Pietro, Monti bugiardo o incapace, disoccupazione aumenta

Lavoro: Di Pietro, Monti bugiardo o incapace, disoccupazione aumenta

(ASCA) - Roma, 8 gen - ''A ogni rilevazione Istat il risultato peggiora. Quella che riguarda il novembre dell'anno scorso dice che il 37,1% dei giovani sono disoccupati, piu' di quanti ce ne siano mai stati nella storia recente italiana. Secondo la stessa Unione europea, significa che nel nostro Paese c'e' un ''elevato rischio'' di finire ''nella trappola della poverta'''. E' quanto scrive sul suo blog il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

Secondo il presidente IdV ''la signora Fornero racconta che la colpa e' di tutti tranne che sua e del governo Monti.

Ma i dati la sbugiardano: nel corso dell'anno in cui lei e il candidato Monti si sono dati da fare per salvare l'Italia la disoccupazione giovanile e' salita di ben cinque punti percentuali.Con la riforma delle pensioni la situazione e' peggiorata, come avevamo previsto sin dal primo momento noi dell'Italia dei Valori, e in futuro peggiorera' ancora. Basta fare due conti: la controriforma, bloccando i pensionamenti, ha impedito che si liberassero quasi un milione di posti di lavoro. Se gli anziani non vanno in pensione, come si fa a pensare che i giovani trovino lavoro?''.

''Monti e la signora Fornero dicevano che i giovani avrebbero trovato comunque piu' lavoro - attacca l'ex magistrato - perche', grazie alla cancellazione dell'art. 18, l'economia avrebbe ripreso slancio e le aziende estere avrebbero investito in Italia. O sono bugiardi o sono incapaci. L'eliminazione dell'art. 18 non ha portato un solo euro di investimento estero e non ha creato un solo posto di lavoro. Se Bersani dice di voler governare con Monti e di non voler modificare le leggi di Monti che hanno portato a questo disastro, significa che vuole proseguire su questa strada anche dopo aver visto che cosa comporta. Vuol tenere gli occhi chiusi pur di non riconoscere un errore e un fallimento. Ma se sbagliare e' umano, perseverare e' diabolico''.

''Non basta ritoccare un pochettino il percorso - spiega Di Pietro - ma cambiare strada del tutto. Ci vuole una Rivoluzione civile, quella che proponiamo noi e che propone Antonio Ingroia. Bisogna fare scelte radicalmente diverse che aiutino lo sviluppo, smettano di strangolare con le tasse sul lavoro le piccole e medie imprese e restituiscano ai lavoratori i loro diritti. Per questo domani mattina alle 10, con una delegazione del Comitato promotore, saremo in Cassazione per depositare le firme per i referendum che chiedono di ripristinare l'art. 18 e cancellare l'art.8, quello che svuota di significato i contratti nazionali di lavoro''. ''Invitiamo tutti i cittadini a venire con noi o a partecipare - conclude Di Pietro - via twitter con noi, con l'hashtag #lottoperildiciotto. Per iniziare dal basso, con noi e con Antonio Ingroia, la Rivoluzione civile di cui i cittadini, e i giovani piu' di tutti, hanno bisogno''.

com-ceg/mau/ss

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