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pubblicato il 25/feb/2014 17:07

Lavoro: Di Pietro, da Coldiretti fotografia drammatica

(ASCA) - Roma, 25 feb 2014 - ''L'analisi condotta dalla Coldiretti/Ixe', ''Crisi: i giovani italiani e il lavoro nel 2014', fotografa una realta' drammatica che, purtroppo, era gia' sotto gli occhi di tutti. Solo chi vuol far finta di non vedere puo' affermare che tutto vada bene e che non ci siano problemi''. Lo scrive il Presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un post sul suo blog. ''La crisi che ha investito il nostro Paese - prosegue - non nasce dal nulla. E' il frutto di anni di politiche sbagliate e completamente inadeguate, che nulla hanno fatto per rilanciare la nostra economia e lo sviluppo del nostro Paese. Invece di guardare in faccia alla realta', sono stati rimandati all'infinito quei provvedimenti che si sarebbero dovuti attuare urgentemente. E' mancato ogni tipo di misura economico-strutturale, qualsiasi tipo di programmazione.

L'unica soluzione e' stata quella di far pagare il peso della crisi ai cittadini onesti, invece di colpire gli evasori, i corruttori, gli sprechi della Casta''. ''La disoccupazione - aggiunge Di Pietro - ha toccato livelli da record e, come sottolineato dalla Coldiretti, il 44% dei giovani non invia neppure piu' domande di assunzione o di lavoro. In pratica hanno perso anche la voglia di sperare che qualcosa possa cambiare. Ormai, crearsi una famiglia, mettere al mondo dei figli, acquistare una casa, o spesso anche solo pagare un affitto, e' un lusso che solo pochi possono concedersi. Non si puo' negare che negli ultimi tempi la situazione sia fortemente peggiorata. A testimonianza di cio', le famiglie sono diventate sempre piu' ''una rete sociale determinante', volta a tutelare i membri che sono in difficolta'. Se si considerano gli under 34, la Coldiretti stima che il soccorso di genitori e parenti sale addirittura al 79%''. ''E' necessario ripartire - aggiunge ancora Di Pietro - e farlo con provvedimenti concreti e mirati, che ridiano prima di tutto ossigeno alle piccole e alle medie imprese, motore propulsivo della crescita del Paese, e' importante valorizzare le nostre professionalita', evitando che siano costrette a fuggire all'estero, bisogna rilanciare l'occupazione e sburocratizzare la macchina dello Stato che, spesso, scoraggia chi vorrebbe creare un'impresa o anche solo aprire un'attivita' propria. Insomma, se questo circolo vizioso non verra' spezzato, la nostra economia sara' destinata all'immobilismo, alla necrosi''. ''Il nostro Paese deve tornare a credere in se stesso e nelle sue potenzialita' - conclude Di Pietro - tornando ad occupare quel ruolo di primo piano che, in Europa e nel mondo, merita di ricoprire''.

com/vlm

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