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pubblicato il 29/ago/2013 19:27

Lavoro: Damiano, presto audizione con Giovannini su proposte commissione

Lavoro: Damiano, presto audizione con Giovannini su proposte commissione

(ASCA) - Roma, 29 ago - ''Il ministro Giovannini, a proposito della soluzione trovata sui 6.500 esodati che verranno salvaguardati con il provvedimento del Consiglio dei Ministri di ieri, ha dichiarato che si tratta di 'un punto di partenza' e che il governo vuole 'avviare da subito un dibattito per trovare un accordo in Parlamento'. Raccogliamo prontamente l'invito ricordando che in Commissione Lavoro della Camera e' gia' iniziata una discussione che affronta tutti i problemi che riguardano la previdenza. I partiti di maggioranza e di opposizione hanno depositato varie proposte di legge, in molti caso convergenti''. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera.

''Per sveltire il confronto, - continua Damiano - potremmo chiedere una audizione al ministro per sapere cosa ne pensa di queste proposte. Il primo punto da risolvere e' sicuramente quello dei cosiddetti esodati: l'ultima platea salvaguardata ha il pregio di risolvere il problema dei lavoratori che sono stati licenziati, perlopiu' nelle piccole aziende invisibili, e questo e' un bene. Ma 6.500 casi risolti rappresentano una parte infinitesima della platea complessiva che, come si e' visto, persino l'INPS non riesce a quantificare. Il secondo punto e' relativo alla introduzione di un criterio di flessibilita' nel sistema pensionistico, consentendo l'accesso alla pensione in un arco di eta' compreso tra i 62 e i 70 anni (a condizione che si abbiano 35 anni di contributi e si accetti una penalizzazione massima dell'8%). Il terzo punto riguarda le ricongiunzioni pensionistiche che debbono tornare gratuite, dopo l'errore commesso dal governo Berlusconi che le ha rese onerose, costringendo molti lavoratori a versare due volte i contributi per avere una sola pensione. La domanda che vogliamo rivolgere al governo e' la seguente: dopo la destinazione di ingenti risorse per togliere le rate dell'IMU, purtroppo anche ai piu' ricchi, dove si troveranno le coperture finanziarie per risolvere la questione previdenziale? Soltanto se la legge di Stabilita' non destinera' nuove risorse per togliere la seconda rata dell'IMU si potra' avere un vero spazio di manovra per le questioni sociali. Altrimenti si dovra' sforare il tetto del 3% o si dovra' aumentare la pressione fiscale, facendo pagare il costo della eliminazione della tassa sulla prima casa anche agli affittuari. Comunque si sa che, dal tempo di Tremonti, la finanza e' diventata creativa: quando il PD ha chiesto, al tempo del governo Monti, di aumentare la tassazioni sui giochi on line per salvaguardare altri esodati, ci e' stato risposto che la misura non dava risorse.

Ieri abbiamo scoperto che invece ne da'. Che ne pensa la Ragioneria dello Stato?'', conclude Damiano.

com-ceg/sam/

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