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pubblicato il 16/gen/2014 10:33

Lavoro: Brunetta, l'utopia e' il nuovo New Deal

Lavoro: Brunetta, l'utopia e' il nuovo New Deal

(ASCA) - Roma, 16 gen 2014 - ''Questo e' il momento di tirare fuori dai cassetti dello studio e dell'immaginazione nuove mappe. Le mappe di un'utopia possibile. Un'utopia alla Tommaso Moro, per cui non si sparge il sangue degli altri, ma al massimo si e' disponibili a offrire al re il proprio collo''. Lo scrive Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, che su ''Il Foglio'' propone venti tesi di rivoluzione sociale per uscire dalla crisi dopo la fine dell'eta' salariale. ''Il re - sottolinea - e' l'Europa con i suoi servi italiani. Una pacifica ribellione ci potra' salvare. Violiamo i dogmi dell'Europa, senza presunzione di impunita', ma confidando nel precedente del New Deal. Come capito' a Roosevelt, che riusci' a salvare l'America dalla catastrofe applicando criteri, strategie, decisioni e princi'pi che poi anni dopo sarebbero stati condannati dalla Corte Suprema, ma troppo tardi per fermarlo. Quando ormai aveva fatto tutto.

Per fortuna''. ''Tra un anno sara' troppo tardi per salvarci, temo, dal cataclisma sociale. Questa crisi dura da troppo tempo, con gli stessi effetti, gli stessi drammi, le stesse macerie di una guerra perduta. Noi dobbiamo deciderci a partire verso le Indie e magari troveremo il Nuovo Mondo. Ho scritto ''noi'': intendo noi come Occidente, intendo noi come Italia. Io propongo la mia mappa. La metto sul tavolo del dibattito.

Intanto, pero', prendiamo subito il largo. Spezziamo il 3% di Maastricht. Facciamo respirare la nostra societa', i nostri giovani. Sviluppiamo. Investiamo. Facciamo manutenzione del nostro territorio, delle nostre case, del nostro patrimonio urbano. Restauriamo e ristrutturiamo. Modernizziamo.

Costruiamo le reti del nostro futuro. Togliamo la gente dalle scrivanie della pigrizia statale. Aggiusteremo la rotta in mare aperto. Keynes, Roosevelt, New deal, economia sociale di mercato, Eucken, Muller-Armack, Ropke. Weitzman, Meade''. ''L'etimologia, che e' la mistica dei laici, ci aiuta a capire che e' l'ora. La parola ''crisi'' - come ognun sa - deriva dal greco e vuol dire decisione, scelta, che segue a un giudizio. E', in greco, anche il momento culminante di una malattia. Dopo di che si scivola sul versante di pascoli erbosi oppure si precipita nella valle oscura. Questo nostro 2014 e' il tempo della crisi, che piu' non si puo'''. ''Non abbandoniamoci alla marea del pensiero unico e meschino. Decidiamo. Certo, per scegliere bene occorre conoscere. Ma anche immaginare con coraggio. Vedere piu' in la'. Questa e' l'utopia positiva. Puo' essere non-luogo, qualcosa che non c'e' proprio oppure un luogo del bene, del benessere Forse entrambe le cose. Ma l'alternativa e' la disperazione sociale'', conclude Brunetta. com/vlm

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