domenica 26 febbraio | 20:33
pubblicato il 06/mar/2012 20:01

Lavoro/ Bersani: Ok ascoltare disagio, ma sosteniamo Monti

Segretario frena i 'laburisti' che volevano manifestare con Fiom

Lavoro/ Bersani: Ok ascoltare disagio, ma sosteniamo Monti

Roma, 6 mar. (askanews) - E' giusto interloquire anche con chi "non la pensa esattamente come noi", ma il Pd deve saper coniugare l'ascolto delle tante aree di sofferenza del Paese con il sostegno al Governo Monti. Così, secondo quanto viene riferito, il segretario democratico Pier Luigi Bersani avrebbe concluso oggi i lavori della segreteria, dedicata a quanto pare solo alla manifestazione della Fiom del 9 marzo e ai temi del lavoro. Una questione di cui Bersani aveva già parlato da tempo con quei dirigenti del Pd, peraltro a lui vicini, che avevano annunciato l'intenzione di partecipare. Molte erano state le polemiche dell'ala 'montiana' del partito, convinta che il Pd non poteva manifestare contro il Governo che sostiene in Parlamento. Una potenziale contraddizione che è ben presente anche a Bersani, convinto che il Pd debba sì svolgere il proprio ruolo nel Paese, ma solo senza mettere in discussione il proprio appoggio a Monti. La scelta della Fiom di giocare in prima fila nella protesta 'No-Tav', ha permesso di sciogliere gli ultimi dubbi: solo una settimana fa Bersani si è trovato a dover gestire un difficile faccia a faccia con Maurizio Landini, il segretario Fiom, che negli studi di Michele Santoro difendeva la protesta. Per il segretario democratico, che su questo ha fatto anche un'intervista all'Unità domenica scorsa, non è pensabile che ci siano ambiguità, nel momento in cui il movimento 'No-Tav' intraprende iniziative spesso oltre il limite della legalità; né, secondo quanto Bersani ha spiegato nei giorni scorsi a chi aveva pensato di andare in piazza, si può ignorare il ruolo sempre più politico svolto dalla Fiom su questa vicenda. Oggi, quindi, è stato lo stesso Fassina ad aprire i lavori della segreteria, ribadendo i motivi che lo avevano portato ad annunciare la propria partecipazione alla manifestazione e spiegando perché ora è necessario cambiare posizione. Nelle conclusioni, Bersani ha riconosciuto ai 'laburisti' Pd che "bisogna tenere insieme il sostegno a Monti col tentativo di non perdere il rapporto con il Paese", con le aree "di sofferenza" e sicuramente "dobbiamo far capire che il tema della democrazia sindacale è decisivo". Questo vale anche per "realtà piccole ma importanti: non possiamo farli sentire abbandonati". Dunque, "è giusto il dialogo anche con chi non la pensa esattamente come noi", tanto più in un anno di recessione dura che porterà ad una "radicalizzazione dei problemi". Ma, appunto, cercando di conciliare questo ruolo di 'ascolto' con il sostegno al Governo che il Pd garantisce in Parlamento per responsabilità di fronte all'emergenza.

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