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pubblicato il 23/feb/2012 21:35

Lavoro/ Bersani a Monti: Non cercare la rottura, unire il Paese

Prima precarietà-ammortizzatori poi valutare manutenzione art.18

Lavoro/ Bersani a Monti: Non cercare la rottura, unire il Paese

Roma, 23 feb. (askanews) - Non è davvero il momento di andare a cercare rotture con le parti sociali, nessuno, tantomeno la Cgil, ha intenzione a priori di abbandonare il tavolo e il Governo farebbe bene a non scegliere strategie che spingono qualcuno a sfilarsi. Questo, secondo quanto viene riferito, è il concetto che il segretario Pd Pier Luigi Bersani ha esposto questa sera al presidente del Consiglio Mario Monti, trovando - secondo queste fonti- un interlocutore assai attento. "E' il momento di tenere insieme il Paese - avrebbe detto Bersani - bisogna fare attenzione, perché un minuto dopo l'approvazione di una riforma 'divisiva' e lacerante c'è il rischio di trovarsi a dover fare i conti con un Paese che ribolle". Il leader Pd ha ricordato le tante aree di profonda sofferenza, dal Sulcis ad altre zone del Paese, ed ha sottolineato che "la riforma del mercato del lavoro tocca la pelle viva dei lavoratori". Per Bersani la "priorità è la lotta alla precarietà, garantire gli ammortizzatori sociali" e anche preoccuparsi della "credibilità" della riforma del mercato del lavoro: in altre parole, è il concetto esposto dal leader Pd, va benissimo parlare di 'flexicurity' alla danese "ma servono le risorse", altrimenti, appunto, la riforma non sarebbe affatto credibile. Se si seguirà questo percorso - ovvero innanzitutto contrasto della precarietà e ammortizzatori sociali - alla fine, ha aggiunto, si potrà anche ragionare di una 'manutenzione' dell'articolo 18, senza mettere in discussione il "principio" della tutela dai licenziamenti senza giusta causa. Si può certamente intervenire sulla durata dei processi di lavoro e, magari, si potrà anche sondare l'ipotesi avanzata dalla Cisl e non esclusa nemmeno dallo stesso Pd, ovvero quella di acconsentire a licenziamenti individuali per motivi economici, purché nell'ambito delle tutele già previste per i licenziamenti collettivi. Di sicuro, avrebbe sottolineato il leader Pd, "nessuno tra le parti sociali vuole alzarsi dal tavolo e non può essere il governo a invitare a farlo...".

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