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pubblicato il 03/feb/2012 11:31

Lavoro/ 'Avvenire' a Monti: Su posto fisso serve meno fretta

L'economista Bruni elogia il mestiere: Più mediazione sociale

Lavoro/ 'Avvenire' a Monti: Su posto fisso serve meno fretta

Roma, 3 feb. (askanews) - Ci sono "tesi condivisibili e sagge" in quanto afferma sul mercato del lavoro il presidente del Consiglio Mario Monti, "sia nelle dichiarazioni ufficiali sia nelle apparizioni televisive", ma il discorso relativo al lavoro dei giovani e al 'posto fisso' "avrebbe bisogno di meno fretta, di più mediazione sociale e di una valutazione più approfondita e meditata", secondo 'Avvenire', che affida all'economista cattolico Luigino Bruni un editoriale di prima pagina intitolato 'E sì, ci vuole mestiere'. "E' molto triste - scrive il quotidiano della Cei, che non menziona mai apertamente la battuta televisiva di Monti sulla "monotonia" del posto fisso - vedere tanti diplomati e laureati che a distanza di dieci anni dal diploma o dalla laurea fanno una gran fatica a dire ad amici e parenti, e a se stessi, quali siano il proprio lavoro e le proprie competenze, quale sia il proprio mestiere". L'economista focolarino fa un elogio del 'mestiere': "La società tradizionale era stata capace di creare una forte etica del lavoro basata sui mestieri, che ha retto la nostra civiltà per secoli: fabbri, panettieri, maestre, operai e dottori hanno dato serietà e ordine non solo all'economia ma all'Umanesimo dell'occidente. E', infatti, il mestiere il grande tema che va posto al centro del dibattito sul lavoro, senza guardare nostalgicamente indietro, ma con la consapevolezza che senza mestieri, antichi, nuovi e nuovissimi, non c'è sviluppo. Ma che mestiere fa oggi un laureato in economia che ha trascorso due anni in stage, uno in amministrazione di una impresa, due in una società di consulenza, tre in una assicurazione? Che mestiere fa un perito (cioè un esperto diplomato) che non trova neanche un posto da apprendista? Che cosa sa fare e in che cosa è competente?". Conclude 'Avvenire' che "il primo atto di fiducia verso un giovane è dargli la possibilità di coltivare la sua vocazione lavorativa, da cui dipende la felicità (eu-daimonia) individuale e pubblica".

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