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pubblicato il 04/ott/2013 12:00

Lampedusa/ Portavoce Ue: Canali umanitari? Non è realistico

"Attuare rete Eurosur e promuovere canali legali per immigrati"

Lampedusa/ Portavoce Ue: Canali umanitari? Non è realistico

Bruxelles, 4 ott. (askanews) - "Parlare di corridoi umanitari significa non stare nella realtà: non abbiamo le competenze, e comunque dovrebbero essere basati su accordi con paesi terzi come la Libia, ove non sapremmo neanche a quali autorità rivolgerci". Lo ha detto oggi a Bruxelles Michele Cercone, il portavoce della commissaria europea agli Affari interni, Cecilia Melmstroem, rispondendo a una domanda sulla possibilità, sollevata da diverse parti nel dibattito in Italia a seguito della tragedia di Lampedusa, di creare dei 'canali umanitari' nel Mediterraneo per non lasciare in mano a trafficanti senza scrupoli le persone in cerca di protezione internazionale che fuggono dalle zone in conflitto. Per la Commissione europea, ha osservato il protavoce, tragedie come quella di Lampedusa potrebbero essere evitate più facilmente in futuro, anche se non si potrà prevenirle del tutto, con il nuovo sistema 'Eurosur', operativo all'inizio del 2014 (l'Europarlamento voterà le disposizioni normative la settimana prossima a Strasburgo), che renderà compatibili e metterà in comune per le 'situation room' delle autorità nazionali di sorveglianza degli Stati membri tutti i codici di riconoscimento e i dati digitalizzati disponibili sui movimenti di mezzi in prossimità delle frontiere dell'Ue. Questo permetterà di individuare e soccorrere più facilmente e soccorrere le imbarcazioni dei migranti. Riportando la posizione della commissaria, Cercone ha anche sottolineato che, più in generale, è necessario un "cambiamento di paradigma" nelle politiche d'immigrazione dei paesi Ue, promuovendo canali d'ingresso legale per gestire i flussi migratori. E seguendo il modello, già applicato con il Marocco e che si spera di attuare anche con la Tunisia, dei 'parternariato di mobilità', che include anche accordi per il controllo dei trafficanti nei paesi di provenienza. Quanto ai rifugiati e ai richiedenti asilo, il portavoce ha detto che la Commissione incoraggia gli Stati membri a partecipare si programmi di reinsediamento ('resettlement'), redistribuendo fra loro le persone sotto protezione internazionale, ma ha anche ricordato che si tratta di programmi volontari e che le decisioni se dipendono esclusivamente dai governi. (Segue)

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