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pubblicato il 10/feb/2011 16:22

La carica dei 101 ma nel Pdl: Tornare all'immunità parlamentare

Testo modifica Carta: Se premier sfiduciato può chiedere elezioni

La carica dei 101 ma nel Pdl: Tornare all'immunità parlamentare

Roma, 10 feb. (askanews) - Modificare la seconda parte della Costituzione "per assicurare governabilità al Paese". Come? Tornando all'immunità parlamentare e dando al presidente del Consiglio la possibilità di chiedere, se sfiduciato, le elezioni anticipate. E' quanto prevede la proposta di legge costituzionale presentata il 2 febbraio scorso alla Camera da un gruppo di 101 deputati del Pdl, primo firmatario Giuseppe Calderisi. "Non serve al governo Berlusconi - assicura Calderisi - se il suo esecutivo vivrà o meno non dipende certo dalla modifica della Costituzione". Ma, spiega il deputato del Pdl nella relazione introduttiva al testo già assegnato alla commissione Affari Costituzionali di Montecitorio, "proprio i tentativi di destabilizzazione dell'esecutivo e l'uso politico della giustizia che stanno caratterizzando drammaticamente questa legislatura, oggi volti a colpire il governo Berlusconi, domani potenzialmente in grado di colpire qualsiasi altro governo, confermano, per la loro abnormità, l'assoluta necessità e urgenza quanto meno di alcune modifiche costituzionali per assicurare almeno in futuro governabilità al paese". Sono nove gli articoli della Carta che "la carica dei 101", così è stato soprannominato il gruppo di firmatari, intende modificare: l'articolo 68 innanzitutto. Stabilendo, sulla falsariga della proposta bipartisan depositata al Senato dalla democratica Franca Chiaromonte e dal Pdl Luigi Compagna, che "l'autorità giudiziaria, prima di sottoporre a procedimento penale un membro del Parlamento, né da comunicazione alla Camera di appartenenza. Entro il termine perentorio di novanta giorni dalla comunicazione, nel corso dei quali il procedimento è sospeso, la Camera decide se disporre, a garanzia della libertà della funzione parlamentare, la sospensione del procedimento per la durata del mandato". Scatta il "silenzio-assenso" e quindi il via libera al procedimento, spiega Calderisi, se la Camera non risponde entro 90 giorni.

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