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pubblicato il 08/lug/2015 20:07

La "buona scuola" a un passo dal traguardo, domani ok Camera

Opposizioni pronte a raccolta firme per referendum abrogativo

La "buona scuola" a un passo dal traguardo, domani ok Camera

Roma, 8 lug. (askanews) - La riforma per "la buona scuola" del governo Renzi è a un passo dall'approvazione finale. L'ok definitivo è atteso nella tarda mattinata di domani, avendo il governo di fatto blindato il testo dando parere contrario a tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni.

In apertura di seduta a Montecitorio, il vicepresidente di turno dell'assemblea Roberto Giachetti ha spiegato che la presidenza ha deciso di chiedere a ciascun gruppo di segnalare gli emendamenti da porre comunque in votazione. Proteste dall'opposizione: per Giancarlo Giordano di Sel si tratta di una "contrazione della possibilità delle minoranze di intervenire sul testo. Sono soltanto 135 gli emendamenti presentati dalle opposizioni quindi non capiamo il motivo per cui dobbiamo subire l'ennesima contrazione dei tempi. Per quanto riguarda il nostro gruppo, passare da 27 emendamenti a uno solo ci mette di fuori dalla discussione". La decisione della presidenza della Camera, criticata anche da Lega Nord, M5S e Forza Italia, è stata difesa da Giachetti che ha spiegato come si tratti di una "norma applicata a tutti i provvedimenti in via sistematica", una decisione "adottata sulla base di una costante prassi".

Il capogruppo alla Camera di FI, Renato Brunetta, ha sostenuto in particolare che quella della scuola è "una cattiva riforma: clientelare, costosa, che non risolve niente. Una cattiva riforma che lascia tanto amaro in bocca nelle famiglie, negli insegnanti, nei precari". Renzi e il suo governo "hanno scontentato tutti: un fallimento. Spero proprio - ha aggiunto Brunetta - che si faccia un referendum abrogativo".

Sulla stessa linea referendaria Fratelli d'Italia. "Una riforma vergognosa - ha sottolineato Giorgia Meloni - contro la quale siamo anche disposti a sostenere il referendum per l'abrogazione della norma". È quanto ha detto il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, interpellata dai giornalisti alla Camera. Oggi alla Camera dei deputati, ha sostenuto dal canto suo il capogruppo di FdI-An Fabio Rampelli, "si sta consumando il più grande licenziamento della storia repubblicana. Ottantamila insegnanti precari che, in questi ultimi 10 anni, hanno rappresentato l'ossatura, la linfa vitale della scuola, saranno espulsi dall'insegnamento. Questo sarà il lascito della 'buona' scuola".

Di tenore diverso naturalmente le dichiarazioni del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini che con un post su Facebook, ha sottolineato che "con la Buona Scuola abbiamo rimesso l'istruzione al centro del dibattito politico. Abbiamo stanziato risorse, 3 miliardi in più all'anno, per restituire normalità alla scuola italiana. Questo significa - ha detto - dare la certezza a chi dirige una scuola, fin dall'inizio di ogni anno scolastico, del corpo docente di cui può disporre, significa dare a insegnanti, studenti e famiglie la certezza di quale progetto formativo ogni singola scuola sarà in grado di sviluppare".

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