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pubblicato il 30/dic/2011 20:14

La 'gelata' del Wsj: Merkel chiese cambio premier.Colle smentisce

L'Italia si prepara a ascoltare il discorso di Napolitano

La 'gelata' del Wsj: Merkel chiese cambio premier.Colle smentisce

Roma, 31 dic. (askanews) - L'Italia si prepara a ascoltare domani sera il tradizionale discorso di Giorgio Napolitano per l'ultimo dell'anno, un discorso che sarà incentrato sulla crisi e la necessità di sortirne, ma la 'gelata' di Capodanno è arrivata dall'estero. Testata americana: il Wall Street Journal di Rupert Murdoch. Pezzo scritto a sei mani dai corrispondenti di Berlino, Bruxelles, Roma che ha provocato reazioni per l'intera giornata. Secondo il Wsj che in una telefonata di una "fredda sera di ottobre" la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, avrebbe chiesto al presidente della Repubblica italiana la sostituzione di Silvio Berlusconi con un altro premier per evitare il tracollo della zona euro. Il Colle ha diffuso una nota per smentire che nella telefonata del 20 ottobre scorso la Merkel si sia fatta portavoce di una simile ingerenza nella politica interna italiana. Poi Steffen Seibert, il portavoce del governo tedesco che a fine ottobre apprezzò la difesa dell'euro da parte di Napolitano, ha sottoscritto la smentita del Colle sulla telefonata della Merkel. "Il presidente Napolitano ha descritto correttamente la conversazione telefonica sulla quale il Cancelliere Merkel non ha nulla da aggiungere", ha scritto Seibert su Twitter. "In riferimento ad alcune indiscrezioni di stampa, internazionale e italiana - recita la nota del Colle - si precisa che nella telefonata, niente affatto segreta, del 20 ottobre 2011, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Cancelliere della Repubblica federale tedesca, Angela Merkel, non pose alcuna questione di politica interna italiana, né tanto meno avanzò alcuna richiesta di 'cambiare il premier'. La conversazione ebbe per oggetto soltanto le misure prese e da prendere per la riduzione del deficit, in difesa dell'Euro e in materia di riforme strutturali". Il 20 ottobre, a pochi giorni dal precipitare della crisi di governo in Italia, il presidente della Repubblica sentì al telefono anche il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker. Oggetto delle conversazioni sia con Juncker che con la Merkel: uno scambio di vedute in vista del Consiglio europeo del 23 ottobre, che avrebbe discusso delle misure da adottare per fronteggiare la crisi del debito nell'Eurozona. Fu il Consiglio che diede al governo Berlusconi "72 ore" di tempo per approvare riforme e misure per la crescita. Il Consiglio nel quale la Merkel chiese all'Italia di ridurre il debito "in maniera credibile". Il Consiglio al termine del quale la Cancelliera e il presidente francese, Nicolas Sarkozy, si scambiarono sguardi d'intesa sulle capacità del nostro paese di superare la crisi: quelle risatine fecero il giro del mondo tra le polemiche. "Sgradevoli espressioni di scarsa fiducia" nell'Italia, le definì Napolitano in una nota, alla vigilia della sua due giorni tra Bruxelles e Bruges. All'indomani del Consiglio europeo del 23 ottobre, il capo dello Stato convocò Berlusconi al Quirinale. Fu solo il primo di diversi colloqui dell'allora premier al Colle, fino alle dimissioni. E nei giorni tra l'ultima settimana di ottobre e i primi di novembre, il capo dello Stato restò in stretto contatto con i leader Ue, che seguivano con apprensione le vicende italiane. Si ricorderà l'attestato di stima che gli arrivò da Berlino quando il 28 ottobre scorso il presidente della Repubblica difese l'euro. Poche ore prima, Berlusconi l'aveva definito una "moneta strana" che "non ha convinto nessuno". E anche in occasione del G20 dei primi di novembre, Napolitano seguì dall'Italia i lavori in corso a Cannes sentendosi al telefono con il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, e il presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy.

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