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pubblicato il 08/ott/2013 12:00

L'ufficio responsabile affidamento Cav: il tipo di reato conta

di Spena: "pesa predisposizione e disponibilità a risarcire"

L'ufficio responsabile affidamento Cav: il tipo di reato conta

Milano, 8 ott. (askanews) - Essere affidati ai servizi sociali vuol dire "essere in esecuzione di pena, ma in modo diverso rispetto a chi sta in carcere, perché è una misura alternativa, la più ampia che il legislatore ha previsto nel nostro ordinamento e che dà la possibilità alle persone di reinserirsi nel migliore dei modi nel contesto sociale ed è volta ad abbattere l'eventualità della commissione di altri reati". Lo ha detto Antonella di Spena, direttore dell'Uepe (ufficio di esecuzione penale esterna) di Roma e Latina, l'ufficio istituzionalmente preposto a occuparsi del caso di Silvio Berlusconi, qualora dovesse chiedere l'affidamento ai servizi sociali come misura alternativa, in un'intervista in onda stasera a Ballarò alle 21.05 su Raitre. Essere affidato ai servizi sociali non è scontato. "Il soggetto - ha spiegato di Spena - deve in qualche modo far prevedere... che c'è una voglia in qualche modo di reinserirsi nel migliore dei modi nella società" e per questo "tra gli elementi che devono essere indagati" per la concessione "rientra l'atteggiamento nei confronti del reato, uno degli elementi da fornire alla magistratura di sorveglianza. Come l'attività riparativa, la volontà di riparare a quest'azione". Se arriva la richiesta di affidamento ai servizi sociali, ha spiegato di Spena, l'Uepe deve fornire al tribunale di sorveglianza tutti gli elementi utili per formulare un giudizio sulla possibilità di ottenerlo, e cioè "si fa un lavoro sulla persona, quindi anche gli aspetti psicologici per i quali ci avvaliamo alcuni esperti di psicologi, oltre ai funzionari di servizio sociale che lavorano in questo ufficio e che indagano anche tutti gli aspetti, le risorse personali del contesto di vita del soggetto, che possono favorire un esito positivo della misura". In altre parole, "si va a indagare anche su quella che è la sua storia personale e familiare, il suo atteggiamento nei confronti del reato, la sua predisposizione e disponibilità a risarcire in qualche modo anche la collettività, per un danno direttamente o indirettamente alla stessa arrecato. Andare a vedere quali sono gli ambiti e i contesti nei quali svolgere la misura, che è comunque un'opportunità, perché ci possono essere una serie di situazioni specifiche previste dal nostro ordinamento che favoriscono appieno il reinserimento del soggetto e la prevenzione della commissione di altri reati, che poi sono i motivi per cui viene concessa questa misura, la funzione di questa pena, che non è per il soggetto ma per la collettività". (segue)

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