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pubblicato il 29/nov/2012 21:58

L. Elettorale/ Stallo in commissione, riforma oggi non in aula

Vizzini: Filo tenue di dialogo. Calderoli furioso:Resta Porcellum

Roma, 5 dic. (askanews) - E' stallo in commissione Affari Costituzionali al Senato sulla riforma elettorale e, per l'ennesima volta, l'appuntamento con l'Aula fissato per oggi salterà a meno di accordi last minute. L'emendamento sul premio al primo partito 'minacciato' ieri mattina dal Pdl che ha fatto saltare l'intesa cui si era lavorato nell'ultima settimana dalla maggioranza non è stato presentato e il presidente della Commissione Carlo Vizzini ha assicurato che "esiste ancora un filo tenuissimo di dialogo" ma le dichiarazioni raccolte al termine della seduta non sono incoraggianti. "Dalle mie parti l'8 dicembre, giorno dell'Immacolata, ammazzano il maiale. Ma il Porcellum mangerà il panettone e pure le uova di Pasqua", spiega Roberto Calderoli. Il leghista è furioso. Aveva presentato un emendamento per permettere l'election day: la proposta prevedeva che le comunali, le provinciali, le regionali e le politiche si svolgessero in un'unica data. "Il presidente e il segretario del Pdl condizionano la vita del governo all'election day quindi mi sarei aspettato che il Pdl in Commissione avesse votato a favore. Invece no. Saro ne ha proposto l'accantonamento che è passato con i voti anche del Pd. Vuol dire che Alfano e Berlusconi non contano nulla. I pagliacci stanno bene al circo non in Parlamento". Il relatore del testo Lucio Malan (Pdl) spiega che "le difficoltà sono politiche e non tecniche, che ci sono richieste da parte di alcuni che non sono accettate da altri e che le preferenze non piacciono a tutti nel Pdl". Intanto Pd e Pdl hanno riunito le assemblee dei rispettivi gruppi. E' stato convocato per oggi un vertice a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi che, secondo quanto riferiscono diversi esponenti del suo partito, non vorrebbe più il voto di preferenza previsto dal testo all'esame del Senato. Vizzini intanto ha convocato la Commissione oggi con all'ordine del giorno alle 14 soltanto il decreto sulle province: "Non è un momento facile ma c'è uno spiraglio ancora. Se dovesse concretizzarsi un accordo troviamo il modo di affrontare il tema".

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