martedì 06 dicembre | 22:50
pubblicato il 13/gen/2014 17:34

L'Aquila: lettera Cialente a Napolitano, Governo ci ha abbandonato

(ASCA) - L'Aquila, 13 gen 2014 - ''Egregio signor Presidente, lo scorso anno mi permisi di scriverle affinche', attraverso un suo alto intervento, intercedesse perche' non venisse trasferito Fabrizio Magani, Direttore regionale Mibac in Abruzzo ad altra sede. In quell'appello le spiegavo del ruolo insostituibile e delicatissimo che il dott. Magani stava e sta esercitando nel difficilissimo compito di ricostruire uno dei piu' grandi patrimoni storici e monumentali d'Italia: L'Aquila''. Si apre cosi' la lettera che l'ex sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha inviato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, finora tenuta segreta per motivi di riservatezza. ''Grazie al suo intervento, Magani ha continuato il suo prezioso lavoro, reso ancora piu' gravoso dal fatto che il Comune dell'Aquila ha deciso che gli interventi piu' importanti e complessi vengano affidati, da un lato alla Direzione regionale del Mibac, dall'altro al Provveditorato interregionale delle Opere pubbliche - e' scritto nella missiva - Cio' a riprova dell'interesse che la classe dirigente aquilana ha di raggiungere gli obiettivi con la massima efficienza, efficacia e trasparenza''. ''Signor Presidente - sempre Cialente - la ricostruzione dell'Aquila e' una delle prove piu' pesanti, difficili e complesse poste dinanzi alle forze del Paese, che dovrebbero essere tutte coinvolte e consapevoli: Governo, Parlamento, articolazioni ministeriali, Enti ed Istituzioni locali. Di fronte alla piu' grande tragedia degli ultimi 100 anni, il paese dovrebbe capire che, prioritariamente, solo la creazione di una squadra compatta, affiatata e collaudata puo' raggiungere l'obiettivo. Alcuni mesi fa - prosegue - a mio avviso inspiegabilmente, e' stato rimosso il Provveditore alle Opere pubbliche Donato Carlea, oggi viene rimosso Fabrizio Magani.

Parlo di rimozioni perche', come ella sapra', Magani viene retrocesso a Vicedirettore vicario per Pompei (anche con netta riduzione di stipendio). Il Ministro Bray si e' giustificato affermando che ha bisogno diuna persona di valore, rassicurandomi che all'Aquila verra' inviato un dirigente di pari capacita'. Non riesco a capire il motivo per il quale, a parita' di capacita', debba andare via colui che sta coordinando alcuni dei piu' complessi interventi della storia del Paese degli ultimi decenni. Penso alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, alla Fortezza Spagnola, alla sfida della ricostruzione di tante Chiese pressoche' distrutte, al grande dibattito culturale sulla rivalutazione di vincoli paesaggistici''. Scrive inoltre Cialente al capo dello Stato: ''Magani e', in questo momento, l'interlocutore. Cambiare in corso d'opera sara' un'ulteriore battuta d'arresto, eguale a quello che, per cause che voglio definire fisiologiche perche' legate all'inspiegabile cambio dei vertici, stiamo drammaticamente pagando sugli appalti ed i lavori curati dal Provveditore alle Opere pubbliche, a partire dal Tribunale i cui tempi di ricostruzione si stanno dilatando in modo inaccettabile''. Ancora: ''Ho proposto che il Magani resti in Abruzzo e, tutt'al piu', possa curare l'avvio della nuova struttura di Pompei, ma il ministro Bray non ne vuole sapere.

Mi permetto qualche valutazione politica che vuole essere anche una denuncia di come il Governo sta affrontando la situazione aquilana.

Qui all'Aquila siamo convinti che Magani venga rimosso in quanto ostacolo ad un disegno che si e' tentato e si sta tentando di inserire come norma di Legge, che vedrebbe la Curia, la piu' grande immobiliarista della citta', diventare soggetto attuatore per la ricostruzione di tutti i suoi edifici, compresi i luoghi di culto''.

''Lei comprende - fa notare la missiva - che, anche al fine di evitare ennesime polemiche politiche che coinvolgano questa martoriata citta', noi abbiamo proposto di colloquiare con la Curia, la Sovrintendenza e l'ufficio Speciale per la Ricostruzione, bloccando una scelta che, spinta da tanti interessi, non sarebbe comprensibile. Noi abbiamo fondati sospetti che la rimozione di Magani sia un tassello di un disegno, non considerato pienamente nelle conseguenze, che potrebbe comportare, addirittura, che i fondi per la ricostruzione privata delle case andranno a ricostruire le chiese. Chi lo spiegherebbe all'Italia'?''. ''Altra considerazione politica e' ormai l'abbandono totale dell'Aquila da parte del Governo - va avanti - Non vi sono soldi per la ricostruzione pubblica. Sono finiti e non si prevedono nuovi finanziamenti. Ricostruzione pubblica vuol dire case dell'edilizia residenziale pubblica, le case popolari non riparate da quasi 5 anni; vuol dire scuole; vuol dire uffici. E' tutto fermo. Non vi sono soldi per la ricostruzione privata che si blocchera' nei primi mesi del 2014. I l00 milioni che ottenemmo per il rilancio economico e produttivo sono fermi da oltre un anno per le lungaggini burocratiche e i cavilli dei dirigenti ministeriali''. Poi l'affondo di Cialente: ''Il ministro Trigilia che dovrebbe seguire le problematiche relative alla ricostruzione dei centri del cratere sismico e' completamente assente. Signor Presidente, la citta' e' allo stremo. Quest'anno lei si e' indignato per il mio gesto di rimuovere il tricolore. Se non lo avessi fatto non avrei ottenuto quel miliardo e duecento milioni per l'intero cratere, che ci ha permesso di andare avanti sino ad oggi. Cio' e' quanto mi ha detto il presidente del Consiglio Letta. Ma io lo sapevo! - osserva l'ex Sindaco - Io, noi, non sappiamo piu' come andare avanti in questa disperata situazione. Molti di noi, impegnati nell'amministrare questa citta', vengono da una cultura politica che, del senso delle Istituzioni, dell'etica della responsabilita' e dell'impegno sociale per i risultati da conquistare, anche con sacr$cio personale, hanno fatto una scelta di vita, una scelta etica. Ma proprio a lei, che nei mesi scorsi, del sacrificio personale, in nome di questi valori, ha dato dimostrazione accettando la rielezione, rimettiamo una riflessione: questo impegno cosi' gravoso che ci vede ormai cosi' soli ed abbandonati a rappresentare le Istituzioni che all'Aquila non ci sono piu', ha ancora un senso o diventa un comportamento quasi omertoso'?''. ''Non sarebbe piu' giusto riconsegnare il nostro ruolo nelle mani del Prefetto e far venire per un anno qui lo Stato che forse cosi' prendera' finalmente coscienza di cosa e', oggi, una citta' che non c'e' piu''? - chiede nella lettera Cialente - Uno Stato che finalmente si renda conto della disperazione di questi italiani abbandonati e che affronti in prima persona le proprie responsabilita' senza piu' il ruolo di 'cuscinetti' che noi stiamo subendo. Signor Presidente, non e' uno sfogo - si avvia a conclusione - e' una riflessione politica che siamo oggi costretti a condurre e stiamo valutando. Siamo senza parole. Se l'Italia ha due emergenze, Pompei e L'Aquila, perche' privilegiare Pompei a discapito dell'Aquila'? Pompei e' un nostro simbolo, ma i suoi abitanti sono calchi di lava! Qui ci sono, forse pochi, italiani in carne ed ossa che vorrebbero ritrovare la speranza''. iso/res

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Governo
Renzi vuole dalla direzione l'ok del Pd a elezioni anticipate
Governo
Alfano: pronostico elezioni anticipate a febbraio
Governo
Renzi e Pd pronti a governo istituzionale: ma con numeri larghi
Governo
Udc esce da Ap di Alfano: nuovi gruppi contro voto anticipato
Altre sezioni
Salute e Benessere
Robot indossabile ridà capacità di presa a persone quadriplegiche
Enogastronomia
Veronafiere,Danese:con Vinitaly salto qualità nei paesi asiatici
Turismo
Ponte Immacolata, per un italiano su due hotel è luogo dolce vita
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Gli angeli sexy di Victoria's Secret sfilano a Parigi
Sostenibilità
Smart City, modello Milano grazie a ruolo utilities
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Robotica soft, macchine più versatili ispirate a piante e animali
Motori
Nuova Leon Cupra, più potenza e migliori prestazioni