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pubblicato il 17/ott/2013 17:16

L'Aquila: Cialente a Letta, venga ad annunciare a giovani morte citta'

(ASCA) - L'Aquila, 17 ott - ''Prendo atto con dolore, estrema mortificazione ed infinita preoccupazione per il futuro della mia citta', che il Governo italiano, composto da uomini e partiti che in questi drammatici quattro anni non hanno fatto altro che rassicurare le popolazioni del cratere che la ricostruzione dell'Aquila sarebbe stata questione nazionale prioritaria, con il varo della Legge di stabilita', ha di fatto interrotto e rinviato ai futuri anni la ricostruzione della Citta'. Come in certe scene drammatiche di film, in cui in una cordata che arrampica su una parete rocciosa, si decide di tagliare la fune dell'alpinista che ha perso l'appiglio, lasciandolo precipitare, il Governo italiano ha deciso che questo pezzo d'Italia venga lasciato morire''. Si apre cosi' la lettera che il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha inviato al presidente del Consiglio, Enrico Letta. ''Da una settimana, le ragazze ed i ragazzi delle scuole superiori sono in mobilitazione ed hanno organizzato una grande manifestazione, alla quale hanno partecipato dipingendo le loro guance con i colori della citta': il verde ed il nero. Questi giovanissimi altro non chiedono se non di rivedere presto la loro citta'; molti di loro non hanno neanche avuto il tempo di conoscerla ma sanno bene che, senza una citta', non si ha neanche un'identita' - continua la missiva - Sono ragazze e ragazzi che sto incontrando in questi giorni in assemblee; mi colpiscono per la grande maturita' e la consapevolezza che le sofferenze vissute ogni giorno in una citta' virtuale hanno fatto loro acquisire''.

Cialente scrive ancora: ''Mi chiedono cosa stia facendo per dare loro una speranza nel futuro e la possibilita' di organizzare o almeno sognare un progetto di vita nella loro terra. Temo che quanto le sto dicendo forse lei non lo possa comprendere appieno perche' la profondita' del dramma che stiamo vivendo non puo' essere compresa realmente da chi non vi e' immerso''. ''Avevo sottoscritto un patto con il Governo Monti, patto ribadito anche con lei e con il nuovo Governo.

Lo Stato ci aveva chiesto un piano di ricostruzione: fatto! Ci aveva chiesto un cronoprogramma della ricostruzione: fatto e concordato! - ricorda il Primo cittadino dell'Aquila al Premier - Un piano che prevedesse la ricostruzione della Citta' e dei borghi nel giro di 10/12 anni dal sisma; un tempo lunghissimo se si vuole salvare una citta' e la sua storia secolare. Consci delle difficolta' del Paese - assicura - ci siamo mossi per trovare formule che permettessero di ricostruire senza impegnare eccessivamente le risorse di un'Italia che sappiamo essere in difficolta'. Abbiamo, pertanto, suggerito di aprire un negoziato con l'Europa per cambiare norme sbagliate: non e' accaduto niente!''. ''Il suo Governo non ha fatto nulla se non dirci, con questa Legge di stabilita', di sospendere la ricostruzione a partire dal mese di marzo 2014 - tuona Cialente - Tutto questo perche' lei sa bene che, essendo riusciti grazie anche all'impegno del ministro Barca, nel precedente Governo, a creare una macchina 'virtuosa' con il finto finanziamento che ci e' stato concesso, che altro non e' se non la riconferma del precedente miliardo e due, in una sorta di gioco delle tre carte, il solo Comune dell'Aquila ha gia' approvato progetti per 650 milioni che attendono solo il contributo definitivo''.

''Entro dicembre, potremmo arrivare sicuramente all'approvazione di progetti per altri 300 milioni di euro, un miliardo e due entro il mese di marzo - ipotizza il Sindaco - Ma la Ricostruzione si fermerebbe allora, se pure il Comune dell'Aquila dovesse prendere tutti i soldi sottraendoli ai comuni fratelli del Cratere''. ''E' lo stop alla Ricostruzione!'' sbotta.

Cialente ribadisce, quindi, che ''il suo Governo ha tagliato la corda lasciandoci precipitare, facendo molto peggio del Governo del Regno di Napoli che nel 1703 seppe ricostruire la Citta', ancora piu' bella''.

''Forse e' facile per lei ed i suoi Ministri, tagliare questa corda - ancora Cialente nella stessa metafora - Siamo pochi 'montanari', soli, visto che la Regione Abruzzo, a cominciare dal suo imbelle Presidente, non ha mai levato la sua voce a nostra difesa''. E poi: ''Chiaramente, potremmo essere forti della nostra storia, del fatto di essere uno dei centri storici piu' importanti d'Italia, ma purtroppo so che in questo imbarbarito Paese, la storia, la cultura, la dignita' dei singoli, non vale piu' nulla. Per ottenere il miliardo e due, in un unica somma, peraltro gia' spesa nei fatti, fui costretto a compiere un atto pesante per un uomo dell'Istituzione quale credo di essere; spogliarmi per protesta della fascia da Sindaco ed ammainare il tricolore dagli edifici pubblici, fortemente criticato anche dal Presidente della Repubblica che non manco' di farmi conoscere la sua indignazione''.

''Col senno di poi - la lettera si avvia a conclusione - credo di essermi sbagliato a fidarmi delle sue rassicurazioni''.

Domani, annuncia il Sindaco, ''terremo un'assemblea con tutti i sindaci dei comuni di questo sfortunato pezzetto d'Italia; probabilmente decideremo di tornare a Roma per esprimere piu' che la nostra protesta, la nostra mortificazione ed indignazione; domani, dovremmo decidere anche come comunicare e soprattutto spiegare alla nostra Gente che la ricostruzione si blocchera'''. ''Io non intendo farlo - assicura con decisione - Le chiedo di venire lei a dirlo ai miei concittadini e soprattutto, alle giovani e ai giovani del Cratere''. ''Gli studenti aquilani mi dicevano ieri che, in testa al corteo, vorranno esserci loro, in migliaia, perche' il futuro della Citta' e' il loro futuro e non vogliono e non possono aspettare altri 15/ 20 anni per rifare L'Aquila.

Non possono accettarlo e non vogliono emigrare - fa' sapere infine - Sono preoccupato per loro, e vorrei provare a farli desistere perche' tre anni fa, nella manifestazione romana, il Governo Berlusconi lascio' che le forze dell'ordine ci picchiassero, anche a sangue. Mi scusi se lo dico francamente, ma vista la sensibilita' che il suo Governo ha mostrato in queste settimane, temo che potrebbero essere picchiati oggi, anche le ragazze ed i ragazzi di 15-16 anni''. Postilla: ''Con la mortificazione di essere un cittadino italiano abbandonato dal Paese, la saluto distintamente''. Il lungo sfogo di Cialente e' stato recapitato anche al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, al vice premier Angelino Alfano, ai sottosegretari Legnini e Patroni Griffi, ai ministri Saccomanni e Trigilia, al prefetto dell'Aquila, Francesco Alecci.

iso/res

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