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pubblicato il 10/giu/2013 17:56

L'Aquila: Chiodi, da Letta attenzione e grande disponibilita'

(ASCA) - L'Aquila, 10 giu - ''Ho rappresentato al presidente del Consiglio, Enrico Letta, la situazione in cui si trova il processo di ricostruzione dell'Aquila e degli altri comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009 e ho portato la sua attenzione sulle mie forti preoccupazioni in relazione al possibile ed inaccettabile allungarsi dei tempi''. Lo riferisce il presiudente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, al termine dell'incontro con il Premier, a Palazzo Chigi. ''Ulteriori ritardi - ha detto Chiodi a Letta - comporterebbero conseguenze disastrose di ordine sociale ed economico per i cittadini abruzzesi interessati, anche alla luce delle azioni politiche sino ad oggi messe in piedi che sono state oltremodo fallimentari''. Secondo il Presidente della Regione i motivi del rallentamento dipendono da due cause: ''quello delle procedure, sempre piu' inidonee ad essere in linea con le esigenze dei cittadini e quello del rifinanziamento della ricostruzione a partire dal 2014''. Il Governatore, nell'incontro a Palazzo Chigi, ha lamentato ''uno stallo, iniziato quasi un anno fa, dovuto esclusivamente a questioni di carattere politico e non tecnico, che rischia oggi di gettare nello sconforto i cittadini e di cancellare ogni speranza di rivedere ricostruite le citta' terremotate dell'Abruzzo in tempi ragionevoli''. ''I nuovi uffici stanno partendo, con molte oggettive difficolta', solo da qualche settimana, le risorse sono scarse e arrivano con il contagocce - ha fatto presente Chiodi - molti fondi programmati e stanziati rischiano di tornare indietro perche' la burocrazia e le nuove responsabilita' amministrative stentano ad entrare nel merito dei problemi''. Su quest'ultimo argomento Chiodi ha invitato il Governo a fare una riflessione, verificando l'adeguatezza dell'apparato, soprattutto in relazione alla sua capacita' di rispondere celermente ed efficacemente ai bisogni dei cittadini''. Ancora Chiodi: ''Bisogna riflettere sulla necessita' di accelerare l'entrata a regime dei nuovi uffici, ampliare la quantita' dei progetti da verificare, apportare ogni utile correzione alla macchina tecnico-amministrativa e prendere con decisione atto della piu' importante delle questioni: quella di natura finanziaria''. ''Quest'ultima - per il Governatore - e' la cosa su cui deve impegnarsi il Governo nazionale, per garantire risorse certe e costanti per i prossimi anni, dopo che quelle stanziate con il governo Berlusconi si stanno per esaurire''. ''Proprio per questo - riferisce sempre Chiodi - mi sono fatto anche portatore della volonta' politica del Presidente del Popolo della Liberta', Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi ha voluto evidenziare la necessita' di rimettere al centro la questione della ricostruzione dell'Abruzzo, con il conseguente obbligo di individuare risorse per almeno un miliardo di euro l'anno''. ''Ho ribadito al presidente Letta - racconta - che le previsioni di spesa e di copertura finanziaria in discussione al Senato della Repubblica sono assolutamente insufficienti e, per alcuni versi, offensive rispetto a chi ha subito una tragedia come quella del 6 aprile 2009 e si aspetta in tempi ragionevolmente brevi di tornare a casa''.

Se dovessero essere mantenute quelle previsioni la ricostruzione durerebbe cinquanta anni, avendo previsto una spesa complessiva per la ricostruzione dei centri storici intorno ai dieci miliardi di euro. Chiodi assicura che Letta ha mostrato grande attenzione: ''il suo impegno e' stato quello di coinvolgere il Governo sui temi che gli ho posto e di essere assolutamente disponibile ad ogni correttivo ritenuto utile a velocizzare la ricostruzione''.

''Sul tema delle risorse - poi - mi ha evidenziato la difficolta' di reperire le somme necessarie, pur riferendo di non sapere che l'attuale stanziamento previsto nell'emendamento in discussione avrebbe come conseguenza l'allungamento improponibile dei tempi della ricostruzione''. Letta pare si sia mostrato ottimista, confidando nell'allentamento dei vincoli europei e, quindi, nella possibilita' che per l'anno prossimo possano essere individuate le relative risorse. ''Ne a me, ne a nessun altro, ha parlato di tempi precisi - chiarisce infine Chiodi - ma si e' mostrato disponibile a lavorare insieme per reperire, in termini di risorse, quanto necessario per affrontare la ricostruzione nei tempi sino ad oggi programmati''. iso/res

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