lunedì 27 febbraio | 11:02
pubblicato il 01/ott/2013 15:47

Iva: M5S Camera, Pdl e Pd pensano ad altro ma per pmi lacrime e sangue

(ASCA) - Roma, 1 ott - ''Berlusconi si preoccupa soltanto dei suoi affari giudiziari, cambia posizione ogni tre ore e intanto ricatta il Paese. Il Pd e' assorbito nella lotta pre-congressuale del ''Renzi contro tutti'. L'informazione si fa usare quale arma di distrazione di massa. E intanto gli italiani e le Pmi del commercio pagano con lacrime e sangue l'aumento dell'Iva''. Lo scrivono in una nota i deputati del M5S.

SebastianoBarbanti, capogruppo del MoVimento in Commissione Finanze, chiosa: ''Il Governo con questo colpo di scena, quasi imprevisto fino a pochi giorni fa, ha mandato all'aria tutto il castello di carte che aveva costruito, un castello basato su qualche sgravio e tanti rinvii. Ora scatteranno le inevitabili clausole di salvaguardia e gli acconti sulle tasse dell'anno prossimo daranno un'ulteriore batosta a imprese e cittadini. Prosegue dunque il massacro dei governi delle tasse e del debito''. ''Fu proprio ilgoverno Berlusconi-Tremonti, con una clausola di salvaguardia, ad aprire, nel 2011, la strada all'aumento dal 20% al 21% - ricordano i deputati M5S -. E l'ex premier ebbe la faccia tosta di dire allora che non c'era problema perche' il rincaro non colpiva i beni di prima necessita'. Monti, successivamente, ha programmato l'aumento dal 21 al 23%, salvo poi dimezzarlo e rinviarlo, lasciando infine il cerino in mano a Letta. Ora - aggiuge il M5S Camera - i partiti di maggioranza hanno deciso di rompere il patto scellerato delle larghe intese al momento giusto. La sceneggiata di Berlusconi ha tolto le castagne dal fuoco al ministro Saccomanni, l'uomo dei poteri forti internazionali che in questo modo non ha bisogno di trovare il miliardo che serviva per bloccare l'aumento della tassa sui consumi per l'ultimo trimestre 2013''. I deputati M5Schiudono: ''La rottura tra Pd e Pdl sembra quasi telecomandata: una manna nella stupida logica dell'austerity che predica piu' tasse per i poveri e favori alle lobby dei soliti noti. Logica che deprime la crescita e dunque, alla fine, non tiene nemmeno a bada i saldi di bilancio in relazione all'ottusita' dei parametri europei deficit/Pil e debito/Pil''.

com-ceg/cam/ss

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